CLIMA, IL SACRIFICIO DEL FUTURO

da “La stampa” del 29 gennaio 2007

Barbara Spinelli
Dice Carl Gustav Jung che la gente «non può sopportare troppa realtà»: preferisce pensare ad altro, chiudere le finestre, rinviare il momento in cui guarderà quel che ha davanti e deciderà il da farsi. Il cambiamento del clima che stiamo vivendo è una di queste realtà, ormai ben visibile e proprio per questo insopportabile. È difficile guardare la catastrofe che s’avvicina, perché noi stessi l’abbiamo in parte creata e stiamo accelerandola: con i nostri comportamenti di consumatori, con la nostra abitudine al petrolio a buon prezzo e all’acqua sprecata come fosse inesauribile, con le nostre politiche incuranti, asservite a lobby e compagnie petrolifere. Le scienze economiche aiutano poco a fronteggiare il male, prigioniere come sono – da decenni – di ideologie liberiste senza più costrutto: l’invisibile mano del mercato non produce correzioni del clima, e l’individualismo che s’accompagna a tale ideologia perpetua le illusioni della belle époque petrolifera che ci ha viziati e accecati, con la benzina poco cara e l’atmosfera che intanto si riempiva di biossido di carbonio. Perfino la preferenza assoluta che si tende oggi ad accordare al cittadino-consumatore, rispetto al cittadino-produttore, potrebbe rivelarsi intelligente ma fatale: se stesse nel consumatore, nessun prezzo aumenterebbe e di certo non quello di petrolio o gas. Questo nel momento in cui proprio il contrario si impone: che i prezzi restino alti, in modo da favorire la ricerca – subito – di energie alternative (vento, solare, anche nucleare). E che la tassa sull’emissione di anidride carbonica, già adottata in gran parte d’Europa, diventi una necessità anche agli occhi degli Stati Uniti, prima potenza mondiale non per saggezza ma per i danni che sta arrecando al pianeta. Venerdì prossimo, 2 febbraio, ne sapremo ancora di più: l’Ipcc, un organismo delle Nazioni Unite nato nell’88 per studiare il cambiamento climatico, pubblicherà un nuovo rapporto.

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Hubble – il telescopio

Come si può resistere al fascino delle stelle. E come è possibile riuscire a superare l’inquinamento luminoso?

Ecco una risposta. Clicca qui.

Torino, caldo record: raggiunti i 25,1 gradi

TORINO – Vento forte e caldo record in Piemonte e Valle d’Aosta. L’inverno 2007 continua a riservare sorprese. Oggi, a Torino, alle 12,30 sono stati raggiunti i 25,1 gradi, temperatura che supera di diversi gradi il massimo storico del periodo, (si pensi che la media stagionale a gennaio è intorno ai 2 gradi) anche nelle località di montagna si è fortemente al di fuori della media stagionale. I venti sono particolarmente forti nelle zone montane della Val di Susa e non sono mancati incendi e focolai, che hanno impegnato squadre dei vigili del fuoco.

Si sono registrati valori di raffica tra i 140 e i 150 chilometri orari sui rilievi, con valore di punta di oltre 180 chilometri orari sulla cima del Gran Vaudalà, al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta e valori tra i 60 e gli 80 chilometri orari nei fondo valle, con raffiche prossime ai 100 chilometri orari. Caldo assolutamente fuori stagione anche in Val d’Aosta, dove alle 12 si sono raggiunti i 20 gradi nel capoluogo. In quota forti venti, che hanno superato i 100 chilometri orari nella zona del Monte Bianco e in quella del Cervino, costringendo anche alla chiusura di alcuni impianti sciistici.

Un tempo pazzo?

tratto da corriere della sera 

l ciclone Kyrill fa almeno 44 morti

 

Decine i feriti: danni ingenti e disservizi in Gran Bretagna, Germania, Olanda, Francia, Polonia e Repubblica Ceca

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tratto da corriere della sera

 «Guerra fredda» sul passaggio a Nord-Ovest

I ghiacci polari si sciolgono, corsa alle nuove vie del petrolio, è scontro tra Stati Uniti e Canada

NEW YORK (USA) — Solo contro tutti, ma soprattutto contro gli Stati Uniti, il Canada sta combattendo la sua «guerra fredda»: quella per il controllo del «passaggio di Nord-Ovest». Una leggenda inseguita per secoli senza successo da molti esploratori, la rotta navigabile dall’Europa all’Estremo Oriente attraverso i ghiacci polari sta ora per diventare realtà.

La letteratura marinara è piena di storie di velieri che, tentando di circumnavigare a nord il continente americano, sono rimasti intrappolati nel ghiaccio. Qualche decennio fa, quando qualche superpetroliera americana e i rompighiaccio nucleari sovietici sono riusciti più volte a transitare dall’Atlantico al Pacifico attraverso la calotta polare, l’impresa ha perso il fascino dell’avventura. Evaporato l’alone della leggenda, l’utilizzo di routine di questa rotta commerciale non è, però, mai iniziato. Dopo i primi esperimenti, le società di navigazione si resero conto che navigare nella morsa di ghiaccio era possibile, ma talmente difficile da rendere l’impresa antieconomica, soprattutto in inverno. Per il prodotto principale candidato al trasporto su questa rotta — il petrolio dell’Alaska destinato al mercato americano — fu costruito un apposito oleodotto fino alle coste del Pacifico e, per qualche decennio, la questione del passaggio di Nord-Ovest è stata dimenticata.

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Effetto serra terrremoti e

tratto da corriere della sera

L’effetto serra scatena terremoti ed eruzioni

I ghiacciai si sciolgono, diminuisce la pressione sulla crosta terrestre e si scatena una crescente instabilità
MONTREAL (CANADA) - Il riscaldamento globale starebbe diventando un problema talmente nocivo e invasivo da acuire i peggiori mali di cui soffre il nostro pianeta. Non solo stanno aumentando gli estremi meteorologici come uragani, alluvioni e siccità ma, secondo quanto affermano alcuni studiosi di Scienze della Terra, anche terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche. «Proprio così, per quanto possa sembrare un’esagerazione, abbiamo fondati sospetti che ci sia un’interazione negativa fra alcune conseguenze dell’effetto serra e la dinamica della crosta terrestre, al punto da fare aumentare la frequenza con cui si verificano i fenomeni sismici e l’attività eruttiva di alcuni vulcani», afferma Patrick Wu, geologo all’università di Alberta, Canada, da tempo impegnato nello studio di possibili correlazioni fra “global warming” e fenomeni geologici. Il meccanismo di attivazione è complesso ma plausibile, spiega il ricercatore canadese. Il riscaldamento globale sta provocando un accelerato scioglimento dei ghiacciai. Enormi masse di ghiaccio si trasformano in acqua e questo flusso, se da un lato va ad accrescere il livello dei mari, dall’altro alleggerisce la crosta terrestre. Di fatto sta crollando la pressione che veniva esercitata dagli enormi spessori di ghiaccio per effetto del loro stesso peso. Tanto per fare un esempio, si valuta che la Groenlandia, nell’ultimo decennio, sia arrivata a perdere, ogni anno, 51 miliardi di metri cubi di ghiaccio e che questo tasso sia in costante aumento. Se si considera che ogni metro cubo di ghiaccio pesa circa una tonnellata, si può calcolare quanto sia enorme lo spostamento di masse, e quindi di pressioni, da alcune regioni della superficie terrestre ad altre.

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Poca terra Tanti uomini

originale da http://www.corriere.it

L’impossibile equilibrio tra risorse e popolazione

di

Alberto Ronchey 

L’Onu, l’Ue, il rapporto Stern divulgato dal governo britannico, il recente Living Planet 2006 del Wwf e altre fonti avvertono che le degradazioni ambientali si cronicizzano con crescenti pericoli. Fra le maggiori questioni, l’iperconsumo energetico, l’inquinamento da «effetto serra», le alterazioni climatiche. Ma nello stesso tempo, le stime Onu segnalano che anche l’accrescimento della popolazione mondiale continua, insieme all’usura delle risorse naturali, sia in alcune società industriali opulente sia in quelle preindustriali e indigenti. Quando la popolazione degli Stati Uniti ha raggiunto la soglia dei 300 milioni, a metà ottobre, l’annuncio è stato accolto con valutazioni disparate. Una «buona cosa», certo, secondo i procreazionisti per principio. Ma più consumi energetici e più inquinamento, secondo diffuse opinioni. Discutendo sugli Stati Uniti, è affiorato anche il timore che l’elevata natalità e insieme le ondate immigratorie dal Terzo Mondo possano destabilizzare la massima società plurietnica occidentale, in particolare nelle sue congestionate megalopoli. Ancora una volta, è insorta poi la tendenza che depreca il declino della natalità in Europa come un drammatico «sfinimento». Simili opinioni trascurano il dato che nell’Unione Europea dei 25 la popolazione supera 461 milioni di abitanti sulla superficie di 3 milioni e 969 mila chilometri quadrati, rispetto ai 9 milioni e 373 mila degli Stati Uniti. Fra le cause della denatalità nell’Ue, come avvertono sociologi, demografi, economisti e persino etnologi-etologi, va dunque inclusa la controversa questione degli «spazi di vivibilità», oltre alla minore disponibilità di materie prime o di risorse energetiche.

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Non abbiamo più tempo???

Originale in http://www.storialab.org/storico.htm

Paul Loeb – TEMPO DI AGIRE

Nel diciannovesimo secolo la riduzione della giornata lavorativa era uno degli obiettivi principali del movimento operaio. Oggi queste conquiste sembrano svanite. Paul Loeb (in un brano tratto dal suo libro Take Back Your Time) sostiene che, in una società in cui la democrazia è la prima vittima della velocità, è tornato il momento di trovare il tempo per l’impegno civico

Una pagina pubblicitaria in una rivista di una compagnia aerea mostra un ragazzino su un’altalena che fa da sfondo alla mano di un uomo che tiene un pager interattivo: “Forse non hai bisogno di spedire un’email in questo momento,” recita lo slogan della Bellsouth per il suo servizio di telefonia interattiva, “ma non è meglio sapere che puoi?”. Questa pubblicità, sulla quale capeggia il motto: work@lifespeed, lavora alla velocità della vita, esalta un mondo dove il lavoro inghiotte ogni momento della nostra vita.

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Giampaolo Pansa

La grande bugia
La sinistra italiana e il sangue dei vinti
Giampaolo Pansa

Casa editrice: Sperling & Kupfer
Collana: Saggi
Anno pubblicazione: 2006
Prezzo: 18,00
Genere: storia contemporanea
Volumi: 1
Pag: X-469

Quando il cielo cadrà sulla terra?

In Asterix si può leggere che l’unica cosa che bisogna temere è …

… che il cielo ci cada sulla testa.

C’è chi dice che il cielo cadrà sulla terra quando gli alberi non riusciranno più a sostenerlo. Bene che cosa si deve pensare di quello che sta succedendo in questo primo scorcio di inizio anno??!?

Originale in : http://www.corriere.it

Orsa con due cuccioli sulla pista da sci

In questo periodo dovrebbero essere in letargo. Ma il clima ha scombussolato i loro ritmi

 

TRENTO – Un’orsa con due cuccioli ha attraversato una pista da sci poco dopo le ore 13 a Madonna di Campiglio, in Trentino, nella zona del Parco Adamello-Brenta. Normalmente in questo periodo invernale gli orsi sono in letargo, ma le particolari condizioni meteo degli ultimi mesi hanno scombussolato probabilmente i loro ritmi biologici. Di qui l’incursione pacifica sulla pista di sci, dove i turisti stavano tranquillamente scendendo a valle.

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