ACQUA: meglio gestione pubblica o privata?

La domanda è lecita visto che dal 2010 il nostro governo ha approvato una legge che obbliga i Comuni a mettere sul mercato le multiutility, società comunali che gestiscono tra l’altro anche la distribuzione dell’acqua che beviamo.

Non sono un fan di Grillo, ma questo servizio della trasmissione Exit su La7 mi sembra faccia capire che cosa potrebbe succedere nel caso più nefasto in cui i sindaci e le giunte facessero gli interessi dei privati e non dei cittadini che li hanno votati, con la giustificazione dei problemi di bilancio.

I sindaci dei Comuni dicono di avere sempre meno soldi per la gestione e per gli investimenti necessari alle multiutility, ma con una politica miope e ladresca, invece di ammetterlo pubblicamente e di aumentare le tasse per il periodo necessario al miglioramento del servizio, preferiscono far pagare ai cittadini le tasse in modo indiretto permettendo l’aumento delle tariffe.

Il risultato per il sindaco del Comune è positivo (non aumenta le tasse e/o i debiti), ma il risultato è negativo per i cittadini che invece di pagare solo le tasse necessarie a coprire i costi dei servizi e degli investimenti, si ritrovano a pagare oltre a ciò anche la parte di profitto delle società private.