L’esperienza conta quanto il 110. Se l’azienda scarta i primi della classe

La Todini: meglio chi ha fatto anche altro. Il rettore Tabellini: favorire gli stage

Da: Corriere della Sera
I cacciatori di teste: «Si parte dal massimo dei voti».
Federica Guidi: l’apprendistato vale più della laurea

MILANO – «Quando leggo un curriculum non controllo necessariamente il voto di laurea e il tempo per conseguirla. La preparazione è fatta di tanti fattori. Magari c’è un candidato un po’ fuori corso che però ha fatto una importante esperienza di volontariato, che è stato all’estero, che ha ritardato perché nel frattempo ha avviato una piccola impresa ». Non era un’istigazione al fuori corso quella di Luisa Todini, la presidente dell’Associazione costruttori europei, l’altroieri a Roma alla tavola rotonda per il Premio Bellisario (che ha ricevuto). «Penso che soprattutto le aziende private, le piccole e medie imprese, possano guardare al di là dei parametri tradizionali. Non sempre è il modello del primo della classe a essere vincente. Spesso arrivare da una famiglia disagiata, l’aver affrontato difficoltà economiche, ti dà una marcia in più». Leggi il seguito di questo post »

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