Tarkovskij: film Sacrificio (2)

 

tratto da QUI

Il signor Alexander vive sull’isola di Gotland insieme alla sua famiglia: un figlio piccolo, la moglie Adelaide e la figlia di primo letto di quest’ultima, Marta. Giornalista, critico letterario e teatrale, saggista, docente di estetica all’Università, nonostante il successo, Alexander, mano a mano che si avvicina la vecchiaia, è sempre più sprofondato nella cupezza delle proprie riflessioni intorno alla condizione dell’ essere umano. A Gotland era giunto pochi anni prima, con la moglie, e vi aveva acquistato una splendida dimora, immersa nel verde della natura di quel luogo stupendo, che sembrava allora tutto quanto si dovesse desiderare dalla vita. Poi gli era nato anche quel bambino che adesso costituiva tutta quanta la felicità che un uomo oramai avviato verso il declino poteva sperare.
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Tarkowskij: film Sacrificio (“In principio era il Verbo: perché papà ?”)

Nel suo diario, in data 5 marzo 1982, Tarkovskij riportava dal libro su “Vite e detti dei Padri del deserto” il seguente apologo :
“ Un giorno un anziano nativo di Thivanda, dal nome di Pavve, prese un albero secco, lo piantò sulla montagna e ordinò a Giovanni Colobos di bagnare ogni giorno quell’albero secco versando un secchio d’acqua, sinché l’albero non fruttificasse. Ora non c’era dell’acqua se non molto lontano di là: bisognava partire il mattino per riportarla la sera. Alla fine del terzo anno, l’albero prese vita e diede frutti. Il vecchio colse un frutto e, portandolo alla chiesa dei fratelli, disse loro: “Avvicinatevi e assaporate il frutto dell’obbedienza”. (A. Tarkovskij, Diari martirologio, Firenze, 2002, pp. 458-459).


da mymovies Rassegna stampa

È come se Tarkowskij avesse fuso un’enorme, sonante campana: la sua opera, in tutto sette film nell’arco di venticinque anni, è l’equivalente della scommessa di Boriska, il ragazzino che nel finale di Andrei Rublev rischiando la vita si getta nell’impresa. E noi spettatori, così come il grande monaco pittore, al rintocco della campana costruita dal ragazzo miracolosamente siamo tratti dal silenzio, dalla disperazione, dal nulla. Si può vivere, si può parlare, si può avere fiducia negli altri perché qualcuno, miracolosamente, testimonia l’esistenza di un senso possibile. Certo, è difficile mantenere in ogni opera la perfezione formale e il pathos espressivo di L’infanzia di Ivan e di Andrej Rublev, oppure la capacità evocativa di Lo specchio e di Solaris, tuttavia anche Sacrificio, come il precedente Nostalghia, pur nell’accavallarsi non sempre completamente risolto di temi, suggestioni, visioni risulta un’opera che “dà da pensare”, che si propone come sofferta riflessione sulla condizione umana. I due film sono accomunati dalla dura esperienza personale dell’autore, costretto a un esilio doloroso, soprattutto sofferto per la lontananza della terra russa, della dacia vicino a un fiume, del figlio minore. È appunto a questo figlio, al quale è stato poi concesso in un secondo tempo di ricongiurgersi al padre, che Tarkowskij dedica Sacrificio, ancora una volta cercando di scacciare le ombre della morte con un atto di disperata fiducia nel futuro. “Ometto”, il bambino senza nome e senza parola al quale l’autore affida la possibile salvezza dell’umanità, innaffia nell’inquadratura finale un albero secco, “sapendo” che un giorno rispunteranno le gemme, e contemporaneamente pronuncia le uniche sue parole di tutto il film: “In principio era il Verbo: perché papà ?”. È questo senz’altro il momento più alto e misterioso di un’opera affascinante proprio perché non perfetta, coinvolgente al di là di un estenuante tempo narrativo perché impregnata di sincerità e autenticità. Leggi il seguito di questo post »

Martin Luter King – pensieri

Trovo casualmente in rete questo brano e anch’io desidero trascriverlo per non perderlo un’altra volta (l’ho lessi anni fa in uno dei libri di Martin Luter King)

L’AMICIZIA

Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!.

Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontreremo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai, via,
senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Dare a qualcuno tutto il tuo amore non è un’assicurazione che sarai amato a tua volta!
Non ti aspettare amore indietro;
aspetta solo che cresca nei loro cuori, ma se non succede, accontentati che cresca nel tuo.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze; possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso , per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri.
Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l’importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sorrida.
Alla fine, non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma i silenzi dei nostri amici.

Martin Luther King Jr.

Conoscenza e etica

Scrive Vittorio Possenti in Avvenire del 5 agosto 2007:

“… Non vi è dubbio? che il perseguimento della conoscenza pura è un valore in sé, poiché non esistono? conoscenze vietate o cattive; esistono invece zaioni buone e azioni cattive o vietate.

Orbene il criterio secondo cui la conoscenza è sempre buona incontra un limite quando essa viene ottenuta compiendo un’zione cativa, come è la soppressione di un innocente, o la sua riduzione a mezzo (sperimentazioni scientifiche su persone inconsapevoli o prigioniere, embrioni, …) … “

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