Don Sergio Colombo – LA VITA SPIRITUALE

31 maggio 2009

Omelia don Sergio Colombo per Pentecoste – (QUI in versione mp3)

Di questo immenso mistero dell’azione dello spirito di Dio nel mondo, che suscita tutti gli affetti buoni, tutte le parole giuste, tutti i sentimenti Umani e che lavora per raccogliere le tragiche e splendide storie degli uomini, per portarle nella casa di Dio.

Di questo mistero che noi celebriamo oggi e che è stato affidato alla Chiesa nella Pentecoste, che è la costituzione nel mondo del sacramento, del segno, di questa opera universale dello Spirito a favore di tutti gli uomini.

Noi siamo qui questa mattina a ricordarci della promessa di Gesù, siamo qui a celebrare il dono dello Spirito a nome di tutto il mondo. E’ commovente questo rito.

Di questo grande mistero io vorrei questa mattina suggerirvi qualche riflessione in rapporto ad alcune cose che vengono sollecitate in noi da questa iniziativa di Dio.

Riflessione su quella che noi chiamano la vita spirituale, partendo da questa fede di fondo, dalla convinzione che la nostra vita è un’alleanza con Dio. Dio è legato a noi, lavora con noi, lavora dentro di noi, noi ci capiamo poco, ma questo è il punto di partenza della fede cristiana, Dio e noi stiamo facendo insieme qualcosa in questo mondo.

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LA LEGGE, L’ ISLAM, I CLANDESTINI LA FERMEZZA E L’ IPOCRISIA

Di Angelo Panebianco – dal Corriere della Sera dell’8 gennaio 2010

Immigrazione: fermezza (e meno ipocrisie)

Sappiamo da tempo che l’ immigrazione è il fenomeno che forse più inciderà sul futuro dell’ Europa. Conteranno sia la quantità dei flussi migratori che la qualità delle risposte europee. In Italia sembriamo tuttora impreparati ad affrontare in modo razionale e convergente un fenomeno col quale conviviamo ormai da anni.

Ci sono almeno tre temi su cui non c’ è consenso nazionale e, per conseguenza, mancano codici di comportamento e pratiche comuni fra gli operatori delle principali istituzioni.

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Battiato: gli spietati in giacca e cravatta

da Avvenire del 5 luglio 2008

IDEE.
Tra nuovi atei e finti credenti le società materialiste di oggi sono alla fine della loro corsa. La provocazione del cantautore

Battiato: gli spietati in giacca e cravatta

«Quando prestigiosi scienziati dichiarano che la materia è l’unica realtà allora mi viene un sospetto: che esistano uomini ‘mimetizzati’ che hanno come scopo abbattere la resistenza di quelli che sanno ancora sentire la bellezza della musica, della danza o della poesia»

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Don Bosco: Lettera da Roma

Scritti di DON BOSCO

LETTERA DA ROMA1

 

Roma, 10 Maggio 1884

Miei carissimi figliuoli in Gesù Cristo.

Vicino o lontano io penso sempre a voi. Un solo è il mio desiderio; quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità.—Questo pensiero, questo desiderio mi risolsero a scrivervi questa lettera. Sento, o cari miei, il peso della mia lontananza da voi e il non vedervi e il non sentirvi mi cagiona pena quale voi non potete immaginare. Perciò io avrei desiderato scrivervi queste righe una settimana fa, ma le continue occupazioni me lo impedirono. Tuttavia, benché pochi giorni manchino al mio ritorno, voglio anticipare la mia venuta tra voi almeno per lettera, non potendolo di persona. Sono le parole di chi vi ama teneramente in Gesù Cristo ed ha dovere di parlarvi colla libertà di un padre. E voi me lo permetterete, non è vero? E mi presterete attenzione e metterete in pratica quanto sono per dirvi.

Sogno. L’Oratorio prima del 1870

Ho affermato che voi siete l’unico ed il continuo pensiero della mia mente. Or dunque in una delle sere scorse, io mi era ritirato in camera, e mentre mi disponeva per andare a riposo, aveva incominciato a recitare le preghiere che m’insegnò la mia buona mamma. ln quel momento non so bene se preso dal sonno o tratto fuori di me da una distrazione, mi parve che mi si presentassero innanzi due degli antichi giovani dell’Oratorio. Uno di questi due mi si avvicinò e salutatomi affettuosamente mi disse: – O Don Bosco! mi conosce?

- Si che ti conosco: risposi.

- E si ricorda ancora di me? soggiunse quell’uomo.

- te e di tutti gli altri. Tu sei Valfrè, ed eri nell’Oratorio prima del 1870.

- Dica, continuò Valfrè, vuol vedere i giovani che erano nell’Oratorio ai miei tempi?

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La Fede, le Leggi e i Peccatori

Da Corriere della Sera del 16 febbraio 2007

Esistono forze – si crede – capaci di trasformare il mondo. Ognuna tende a rafforzare se stessa e indebolire le altre. Il cristianesimo è una di esse; e la Chiesa cattolica è la forma attuale più imponente del cristianesimo. La lotta della Chiesa contro aborto, divorzio, fecondazione artificiale e, ora, contro le misure del governo sui Dico si sviluppa appunto all’ interno di quello scontro di forze.

La Chiesa sta dicendo che quelle misure indeboliscono la «famiglia naturale» voluta da Dio.

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