L’esperienza conta quanto il 110. Se l’azienda scarta i primi della classe

La Todini: meglio chi ha fatto anche altro. Il rettore Tabellini: favorire gli stage

Da: Corriere della Sera
I cacciatori di teste: «Si parte dal massimo dei voti».
Federica Guidi: l’apprendistato vale più della laurea

MILANO – «Quando leggo un curriculum non controllo necessariamente il voto di laurea e il tempo per conseguirla. La preparazione è fatta di tanti fattori. Magari c’è un candidato un po’ fuori corso che però ha fatto una importante esperienza di volontariato, che è stato all’estero, che ha ritardato perché nel frattempo ha avviato una piccola impresa ». Non era un’istigazione al fuori corso quella di Luisa Todini, la presidente dell’Associazione costruttori europei, l’altroieri a Roma alla tavola rotonda per il Premio Bellisario (che ha ricevuto). «Penso che soprattutto le aziende private, le piccole e medie imprese, possano guardare al di là dei parametri tradizionali. Non sempre è il modello del primo della classe a essere vincente. Spesso arrivare da una famiglia disagiata, l’aver affrontato difficoltà economiche, ti dà una marcia in più». Leggi il seguito di questo post »

LA LEGGE, L’ ISLAM, I CLANDESTINI LA FERMEZZA E L’ IPOCRISIA

Di Angelo Panebianco – dal Corriere della Sera dell’8 gennaio 2010

Immigrazione: fermezza (e meno ipocrisie)

Sappiamo da tempo che l’ immigrazione è il fenomeno che forse più inciderà sul futuro dell’ Europa. Conteranno sia la quantità dei flussi migratori che la qualità delle risposte europee. In Italia sembriamo tuttora impreparati ad affrontare in modo razionale e convergente un fenomeno col quale conviviamo ormai da anni.

Ci sono almeno tre temi su cui non c’ è consenso nazionale e, per conseguenza, mancano codici di comportamento e pratiche comuni fra gli operatori delle principali istituzioni.

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Paola Mastrocola – La scuola raccontata al mio cane

Un racconto- riflessione, pungente e amaro, sulla nostra scuola, le sue incoerenze e la crisi che attraversa e che pare sempre più profonda e inarrestabile. L’autrice si racconta e ci racconta di “un mestiere, quello dell’insegnante, che oggi non c’è più” :”qualcuno me l’aveva preso, lo aveva nascosto o addirittura ucciso”. Pag.7. Nelle note di copertina, la Mastrocola scrive: “Difficile oggi fare l’insegnante di lettere. Quando lo dico in giro, molti mi guardano perplessi. Secondo me, chi è fuori dalla scuola non può sapere come stanno le cose. Allora mi è venuta voglia di raccontarlo, dal momento che le sorti della scuola devono importare a tutti, è evidente. (…) Ho scelto come primo ascoltatore il mio cane, perché chi ne sa meno di lui? (…) Il mio cane è attento e partecipe: credo che <<senta>> i miei pensieri, in particolare se fanno rumore; e i miei pensieri sulla scuola ultimamente fanno dentro di me molto rumore… (…) Ho cercato di spiegargli che cosa sono i Progetti, i Recuperi, i Percorsi, i Debiti, gli Obiettivi, il Pof, tutte queste parole che fino a ieri appartenevano solo ad altri mondi – rispettivamente l’architettura, il diving, la topografia, l’arte militare – e che di colpo si riversano sulla scuola come un fiume in piena (ovvio che poi ci sembra di annegare). Mi sono anche chiesta: dove sono finiti lo studio, la lettura, il tema, la concentrazione, il tempo, la logica, gli apostrofi, la noia? Perché, proprio nell’era dell’Autonomia, ci pare di aver perso completamente… l’autonomia? Per quale motivo dobbiamo imparare a insegnare, e insegnare a imparare, e a nessuno importa mai ‘che cosa’?”.
Di seguito, un’intervista a Paola Mastrocola
http://www.infinitestorie.it/frames.speciali/FormSpeciale.asp?ID=323

“La profe. Diario di un insegnante con gli anfibi” di Antonella Landi

Un’intervista all’autrice si trova QUI.

La profe. Diario di un insegnante con gli anfibi

La profe. Diario di un insegnante con gli anfibi

di Landi Antonella

  • Prezzo: € 14.00


 Descrizione

Ci vogliono gli anfibi per calarsi in questa scuola. Ci vuole il coraggio di contaminarsi, lasciarsi sorprendere, abbandonare i pregiudizi e fidarsi solo di quello che si prova tutti i giorni entrando in classe. Ci vuole una voce nuova, che ha sciacquato i panni in Internet, per raccontare senza caricature una nuova generazione che ti manda SMS con scritto “PROFE LVB” e ti scatta foto col cellulare. E allora si scopre, nella sincerità spudorata di un diario, che se la prendi dal verso giusto la scuola è bella, nonostante tutto, anche se non si applica. E che la vita di classe è piena di comicità, e di poesia. La Profe protagonista di queste pagine è una che indossa gli anfibi, per l’appunto, anziché “completini Luisa Spagnoli e mocassini dal tacco barzotto”. Un’insegnante stile Attimo fuggente, che ama gli studenti ma non sopporta, tanto per capirsi: la sala professori, i “progetti”, i colleghi che insegnano per ripiego, ma anche quelli “sciatti che puzzano”. In questo libro, distillato di un blog che da un paio d’anni è il punto di riferimento di insegnanti e studenti sparsi per la Rete, Antonella Landi racconta con una freschezza e una sapidità rare la quotidianità talvolta esaltante e talvolta deprimente della vita scolastica: gite, supplenze, colloqui coi genitori, Consigli di Classe, slanci didattici e assurdità burocratiche.

Dettagli del libro

  • Titolo: La profe. Diario di un insegnante con gli anfibi
  • Autore: Landi Antonella
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Arcobaleno
  • ISBN: 8804568232
  • ISBN-13: 9788804568230
  • Pagine: 213

ITALIA: Primo rapporto sulla qualità nella scuola, 2007

Tratto da: sito di Norberto Bottani

La graduatoria provincia per provincia di TUTTOSCUOLA sulla qualità del sistema d’istruzione italiano

  ITALIA: Primo rapporto sulla qualità nella scuola, 2007

 

sabato 1 settembre 2007, di Norberto

Una miniera di dati sulla scuola, una fotografia (impietosa) dello stato della scuola in Italia, un’iniziativa coraggiosa, unica finora nel contesto scolastico italiano. In questa sede ci limitiamo a discutere gli aspetti metodologici di questa operazione, senza entrare nel merito delle classifiche, talora sorprendenti. Anche a livello internazionale c’erano, fino a pochi anni fa, Stati che rifiutavano orgogliosamente di compararsi ad altri e di misurare la qualità delle proprie scuole. Ritenevano il loro sistema scolastico fosse il migliore al mondo e per giunta incomparabile agli altri. Poi sono giunti gli indicatori internazionali dell’istruzione dei paesi dell’OCSE a smentire queste illusioni. Il colpo mortale alla superbia pedagogica è stato inflitto, dieci anni dopo la pubblicazione del primo insieme di indicatori internazionali dell’istruzione (tradotto in italiano dall’ Editore Armando Armando, Roma, con il titolo “Uno sguardo sull’educazione”), dagli indicatori di risultato estrapolati dai dati dei test PISA e dalle risposte ai questionari PISA per gli alunni e per i dirigenti scolastici. Tuttoscuola ha tentato di fare un’operazione analoga dentro il sistema d’istruzione italiano. Se dovessimo riassumere in una frase l’impressione prodotta da questo meritevole ed immane lavoro diremmo che si ha qui la conferma del fallimento dell’impianto centralistico ed unitario del sistema d’istruzione italiano.

Perchè non è necessario andare a scuola fino a 16/18 anni.

TRATTO DA: ADi Associazione Docenti Italiani

PDK International Homeda Phi Delta Kappan

Norberto Bottani dà notizia sul proprio sito (http://norberto.bottani.free.fr/spip/ o www.oxydiane.net ) di un interessante intervista comparsa sulla rivista americana Phi Delta Kappan del maggio 2007 dal titolo  Why High School Must Go: An Interview with Leon Botstein. Epstein da tempo si esprime contro la convinzione comune che la scolarizzazione prolungata sia necessaria per diventare cittadini attivi e responsabili, e sostiene al contrario che determina proprio nei giovani quella irresponsabilità da cui cerchiamo di proteggerli. Nell’articolo Epstein ne discute con Leon Botstein che da anni afferma la stessa idea.(Scarica l’intervista)

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