Centrali nucleari meglio a 20 km, a 80 km o a ….?

C’è chi dice che poichè le centrali nucleari già ci sono in Francia e in Svizzera tanto vale metterle anche in Italia.

Dalla lettura degli articolo che seguono si evince chiaramente che in caso di incidente una cosa è stare a a 20 km di distanza, una cosa è stare a 80 km e un’altra ancora è stare dall’altra parte del pianeta!

Ecco gli articoli:

  1. Fonte: http://www.galileonet.it/
  2. Fonte:  Corriere della Sera 13 aprile 2011

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Ma chi darà mai il voto a questi … Pdl Cristiano De Eccher, Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bonacin, Achille Totaro e Egidio Digilio di Fli

fonte: Corriere della Sera 05 aprile 2011

«Abolire l’apologia di fascismo»

Proposta Pdl al Senato. L’ira di Schifani:«Esterrefatto, va ritirato». Insorge il Pd: «Vergogna»

CANCELLEREBBE la norma che vieta «la riorganizzazione» DEL PARTITO FASCISTA

Schifani in un'immagine del 27 gennaio 2011 durante la visita nel campo di sterminio e di prigionia di Mauthausen nel Giorno della Memoria (Ansa)
Schifani in un’immagine del 27 gennaio 2011 durante la visita nel campo di sterminio e di prigionia di Mauthausen nel Giorno della Memoria (Ansa)

MILANO – Un disegno di legge costituzionale per abolire la norma che vieta «la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista» è stato presentato in Senato dagli esponenti del Pdl Cristiano De Eccher, Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Giorgio Bonacin, Achille Totaro. In un primo momento il ddl riportava anche la firma di Egidio Digilio di Fli, successivamente ritirata dopo una telefonata con Bocchino.

SCHIFANI – A quanto si apprende da ambienti vicini alla presidenza di Palazzo Madama, il presidente del Senato, Renato Schifani, è rimasto sorpreso ed esterrefatto dalla notizia relativa all’avvenuta presentazione in Senato di un ddl costituzionale che, abolendo la XII norma transitoria della Costituzione, non ponga più divieti alla riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Leggi il seguito di questo post »

Nord Africa 2011 – Blogger del mondo arabo alla ribalta

fonte: http://ec.europa.eu/

Blogger del mondo arabo alla ribalta

di Pierdavid Pizzochero

Mai come in questo periodo, in Egitto come in Tunisia, in Libia come in Algeria, il ruolo svolto dai blogger, che a loro rischio e pericolo hanno diffuso in Rete video, articoli e foto, è stato decisivo per comunicare in modo alternativo con una parte importante dell’opinione pubblica.

Gli attivisti online, spesso giovani e spesso donne, sono riusciti a denunciare e a documentare le violazioni dei diritti umani commesse dalle polizie dei regimi del Maghreb e del Mashrek. Per capire meglio il fenomeno-blogger, abbiamo intervistato Carolina Popolani, che in Egitto è andata per girare “Cairo Downtown”, documentario sui blogger.

Popolani, ci può tracciare un ritratto ideal-tipico del blogger egiziano?

Non esiste un vero e proprio ritratto: c’è lo studente, l’operaio, l’ingegnere, la giornalista, il creatore di siti; c’è il laico, il copto, il fratello musulmano, il comunista, quello che scavalca il muro a Rafah… Quello che li accomuna, in ogni caso, è questa energia incredibile che li fa passare dal computer alla piazza, sfidando qualsiasi pericolo.

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Don Sergio Colombo – LA VITA SPIRITUALE

31 maggio 2009

Omelia don Sergio Colombo per Pentecoste – (QUI in versione mp3)

Di questo immenso mistero dell’azione dello spirito di Dio nel mondo, che suscita tutti gli affetti buoni, tutte le parole giuste, tutti i sentimenti Umani e che lavora per raccogliere le tragiche e splendide storie degli uomini, per portarle nella casa di Dio.

Di questo mistero che noi celebriamo oggi e che è stato affidato alla Chiesa nella Pentecoste, che è la costituzione nel mondo del sacramento, del segno, di questa opera universale dello Spirito a favore di tutti gli uomini.

Noi siamo qui questa mattina a ricordarci della promessa di Gesù, siamo qui a celebrare il dono dello Spirito a nome di tutto il mondo. E’ commovente questo rito.

Di questo grande mistero io vorrei questa mattina suggerirvi qualche riflessione in rapporto ad alcune cose che vengono sollecitate in noi da questa iniziativa di Dio.

Riflessione su quella che noi chiamano la vita spirituale, partendo da questa fede di fondo, dalla convinzione che la nostra vita è un’alleanza con Dio. Dio è legato a noi, lavora con noi, lavora dentro di noi, noi ci capiamo poco, ma questo è il punto di partenza della fede cristiana, Dio e noi stiamo facendo insieme qualcosa in questo mondo.

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La lotta delle formiche

fonte:  Corriere della Sera 18 luglio 2010

La lotta delle formiche

Disagi e speranze nel Paese dei nessuno
Quell’Italia che fa ancora il proprio dovere

Buongiorno. Sono il signore che paga il biglietto del tram. La volontaria che assiste gli anziani soli. Il cittadino che non evade le tasse. La signora che chiede per favore. Il pensionato che fa la coda negli uffici. La dirigente che sa ascoltare. Il medico che non guarda l’orologio. L’artigiano che non bara sui conti. Lo studente che non crede alle lotterie.

Io non sgomito. Non appaio. Non cerco scorciatoie. Non mi arrendo. Lavoro a volte anche per gli altri. Mi fermo sulle strisce. Non getto mozziconi nelle strade. Aspetto il mio turno per parlare. Non parcheggio sul marciapiede e neanche in seconda fila. Faccio il mio dovere. Studio, perché penso sia importante per vincere i concorsi. Vado a votare e non al mare. Mando i miei figli alla scuola pubblica. Non penso a veline o tronisti. A volte inseguo le mie passioni..

Lettere dal Paese dei Nessuno, dall’Italia dei (cittadini) dimenticati che scrivono ai giornali per avere una speranza e riassumono il declino di un vivere comune, intaccato da una terribile domanda: ma chi te lo fa fare? Giovani che si spaventano: «Ho paura per il futuro mio, del mondo, di tutti, non riesco a vedere il prosieguo della storia che il presente ci sta raccontando» (Martino, vent’anni). Anziani che si deprimono: «Sono avvilita, disgustata. Tutti rubano, tutti mangiano, tutti si fanno appoggiare o raccomandare. Se non sei così ti tagliano fuori » (Barbara, settantacinque anni). Ragazzine che si interrogano. Come Giulia. Storia esemplare che non fa notizia, ma indica il retropensiero che aleggia su di noi quando prendiamo un impegno: ne valeva la pena?

Per tutto l’anno, finite le lezioni, due volte la settimana, Giulia si fa cinquanta chilometri per frequentare la scuola di ballo più famosa d’Italia. E dopo due ore alla sbarra e cinquanta chilometri di ritorno, è di nuovo a casa a fare i compiti. È brava, in classe e nella danza. Non ha tempo per playstation, Xbox, non si stordisce davanti alla tv. La vedi in giardino alla prima chiazza di sole esercitarsi nei passi e nelle ruote: su una mano, su due mani, di lato. Se riuscirà a continuare sarà ammessa alla frequenza quotidiana: vorrà dire la scuola, poi cinquanta chilometri, la lezione alla Scala, altri cinquanta chilometri, i compiti e così via, salvo i giorni delle prove per gli spettacoli, quando sarà impegnata fino a sera. Per anni e anni, ogni anno nel timore di non passare: pena l’esclusione dalla scuola di danza.

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Simone Perotti : ADESSO BASTA – Lasciare il lavoro e cambiare vita

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SIMONE PEROTTI

ADESSO BASTA - Lasciare il lavoro e cambiare vita

Il primo manuale sul downshifting scritto da chi è riuscito a cambiare la sua vita (senza essere ricco di famiglia o vincere al SuperEnalotto). (eBook qui)

“Finora abbiamo pensato che ci fosse solo un modo di guadagnare soldi e lavorare, cioè il nostro. Non è così.” (pag 130)

“Per l’avvio della vostra nuova vita avrete bisogno di un buon avvocato. Vi dirà cosa fare, come tutelarvi in anticipo, cosa aspettarvi. La strategia iniziale vale il 50 per cento dell’azione. Questa per la libertà, signori, non è una scampagnata per buontemponi. È una guerra.” (pag 179)

“Cento, mille uomini così e il potere è spacciato.” (pag 44)

Sito dell’autore: http://www.simoneperotti.com/

Recensione di Panorama: http://blog.panorama.it

Possiamo permetterci anche 1 solo errore?

Visto che spesso si parla di nucleare sicuro, di impianti industriali sicuri, di piattaforme petrolifere prive di pericoli, di petroliere a prova di disastro ecco una raccolta (per ora solo 2) di situazioni che statisticamente non contano (1 caso su 1000 con percentuali millesimali), ma le cui conseguenze non ci possiamo comunque permettere.

GIUGNO 2010 – FONTE GREENREPORT.IT

Anche il Mar Rosso diventa nero

Il governo egiziano ha assicurato che sta facendo ogni sforzo per scoprire la fonte dell’inquinamento petrolifero che ha interessato le coste del Mar Rosso. Secondo Magdi Radi, il portavoce del governo egiziano, la fuoriuscita di petrolio potrebbe provenire da una delle piattaforme offshore nel Mar Rosso a nord di  Hurghada o anche da una petroliera. Il ministro del petrolio egiziano, Sameh Fahmi, ha sottolineato che «Sono stati prelevati dei campioni nelle zone petrolifere vicino a delle piattaforme per identificare la provenienza».

Secondo i media egiziani la fuga di petrolio si sarebbe prodotta sabato interessando da subito  20 km delle coste di Hurghada. Intanto l’Egitto ha mobilitato 2.000 operai (con mezzi decisamente poco adatti, come sembrerebbe dalle  foto che arrivano dalla costa di Hurgada) per cercare di arginare la piccola marea nera e ripulire le coste. Magdi Gubisy, il responsabile del governatorato del Mar Rosso, assicura che l’inquinamento è contenuto. Il rischio di sporcare l’immagine dell’area e la gallina  dalle uova d’oro del turismo è altissima e il governo si è subito precipitato ad assicurare che «Esperti  di istituti di ricerca si sono uniti ai lavori di pulizia» che però potrebbero essere disturbati dai forti venti e dal mare mosso, come ha messo in guardia il ministro dell’ambiente egiziano, che ha ordinato di velocizzare i lavori di contenimento e pulizia e di valutare al più presto i danni ambientali.

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Frank Fenner: «Esseri umani estinti entro cento anni»

Da Corriere della Sera

«È una situazione ormai irreversibile e penso sia tardi per porvi rimedio»

La catastrofica previsione del biologo Frank Fenner.

Cause: esplosione demografica e consumi fuori controllo

Frank Fenner
Frank Fenner

MILANO – La razza umana si estinguerà nel giro dei prossimi cento anni e così pure un sacco di specie animali. A dirlo è nientemeno che Frank Fenner, 95enne professore di microbiologia dell’Australian National University, ma soprattutto lo scienziato che ha contribuito a debellare il vaiolo. Stando all’eminente cattedratico, a far precipitare gli eventi saranno l’esplosione demografica e i consumi fuori controllo, due fattori ai quali gli uomini non riusciranno a sopravvivere, mentre a dare inizio alla caduta sarebbero stati i cambiamenti climatici.

IRREVERSIBILE – «L’homo sapiens sarà estinto probabilmente nei prossimi 100 anni – ha detto Fenner al giornale The Australian – e lo stesso accadrà per molti animali. È una situazione ormai irreversibile e penso sia davvero troppo tardi per porvi rimedio. Non lo manifesto perché la gente sta comunque tentando di fare qualcosa, anche se continua a rimandare. Di certo, da quando la razza umana è entrata nell’era nota come Antropocene (termine coniato nel 2000 dallo scienziato Paul Crutzen per definire l’era geologica attuale, in cui le attività dell’uomo sono le principali fautrici delle modifiche climatiche, ndr), l’effetto sul pianeta è stato tale da poter essere paragonato a una delle epoche glaciali o all’impatto di una cometa. Leggi il seguito di questo post »

DIREZIONE PDL DOCUMENTO CONCLUSIVO – Roma, 22 aprile 2010

La memoria storica di quanto sta succedendo è fondamentale.

Bisogna imparare a tenere traccia di quanto viene detto o meglio viene trascritto (anche se in Italia oggi si scrive e domani si ritratta, si rettifica, si riscrive, … insomma un mondo un pò orvelliano).

Nella logica di utilizzare internet per ottenere i documenti originali ecco 4 trascrizioni tra le tante di oggi

1 – BERLUSCONI: Ho un apprezzamento del 63,33%, un consenso bulgaro (FONTE)

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LA LEGGE, L’ ISLAM, I CLANDESTINI LA FERMEZZA E L’ IPOCRISIA

Di Angelo Panebianco – dal Corriere della Sera dell’8 gennaio 2010

Immigrazione: fermezza (e meno ipocrisie)

Sappiamo da tempo che l’ immigrazione è il fenomeno che forse più inciderà sul futuro dell’ Europa. Conteranno sia la quantità dei flussi migratori che la qualità delle risposte europee. In Italia sembriamo tuttora impreparati ad affrontare in modo razionale e convergente un fenomeno col quale conviviamo ormai da anni.

Ci sono almeno tre temi su cui non c’ è consenso nazionale e, per conseguenza, mancano codici di comportamento e pratiche comuni fra gli operatori delle principali istituzioni.

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