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	<title>GioDaBG</title>
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	<description>Sognare un futuro per cui poter lottare e vivere.</description>
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		<title>GioDaBG</title>
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		<title>Comunicazione corretta o manipolata? Influenza H1/N1</title>
		<link>http://giodabg.wordpress.com/2009/11/02/comunicazione-corretta-o-manipolata-influenza-h1n1/</link>
		<comments>http://giodabg.wordpress.com/2009/11/02/comunicazione-corretta-o-manipolata-influenza-h1n1/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 20:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[influenza]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai siamo ad un livello intollerabile. Milioni di persone sono in ansia, migliaia si recano l pronto soccorso, si vendono tonnellate di disinfettanti per le mani, si spendono milioni per vaccinare non solo le persone a rischio, ma anche la stragrande maggioranza della popolazione e si pensa di vaccinarle adesso che nelle scuole si viagga [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=159&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ormai siamo ad un livello intollerabile. Milioni di persone sono in ansia, migliaia si recano l pronto soccorso, si vendono tonnellate di disinfettanti per le mani, si spendono milioni per vaccinare non solo le persone a rischio, ma anche la stragrande maggioranza della popolazione e si pensa di vaccinarle adesso che nelle scuole si viagga tra il 20% e il 70% di assenze per influenza.</p>
<p>Che cosa c&#8217;è di vero? Che cosa c&#8217;è di pompato? Che cosa c&#8217;è di falso?</p>
<p>Prima di leggere si consiglia di cercare in tale rassegna di rispondere alle seguenti domande:</p>
<ol>
<li>quali sono le incidenze di morte fin qui stabilite che differenziano l&#8217;influenza normale e la H!/N1?</li>
<li>le vaccinazioni servono per chi è sano e che quindi non ha un&#8217;alta probabilità di avere complicazioni (la maggioranza della popolazione) o come per l&#8217;influenza stagionale è utile riservarla a bambini e adulti con patologie varie?</li>
<li>quali sono le incidenze di invalidità e morte dovute al vaccino?</li>
<li>chi ha in mano le chiavi per indirizzare l&#8217;opinione pubblica in un senso o in altro (giornalisti, ministri, amministratori, politici, commentatori, attori, calciatori, &#8230;) che grado di conoscenza hanno dei fenomeni, che competenze medico/scientifiche hanno?</li>
<li>le precedenti &#8220;pandemie&#8221; vere e annunciate che effetti hanno avuto?</li>
</ol>
<p><strong>Se avete altre domande e altri articoli che aiutino a far chiarezza fatemi sapere.</strong></p>
<p>Ecco una rassegna di alcuni articoli trovati nella rete.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/10/fazio-influenza-A-%20stagionale-piu-aggressiva-.shtml?uuid=c9de433a-c54d-11de-a806-5c548b4990d3&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">www.ilsole24ore.com &#8211; 30 ottobre 2009</a></p>
<h1>Fazio: «La stagionale è 10 volte più aggressiva dell&#8217;influenza A»</h1>
<h3>di Claudio Tucci</h3>
<p><img src="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/ARCH_Immagini/dossier/Italia/2009/influenza-A/vaccinazione-lapresse240x154.jpg?uuid=d652dfea-c53e-11de-a806-5c548b4990d3" alt="" width="240" /><span id="more-159"></span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<div>
<table>
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/10/influenzaA-%20censis-paura-italiani.shtml?uuid=7bca99c4-c53d-11de-a806-5c548b4990d3">Influenza A: sei italiani su 10 non hanno paura</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/influenza-A/aggiornamenti/influenza-A-undicesima-vittima-rimini.shtml?uuid=b3babbd8-c4bc-11de-b273-4785b4c023f3">Influenza A: già 11 vittime, Italia il paese più colpito </a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/influenza-A/sintomi/tabella-diffusione-virus-europa.shtml?uuid=c82e72ee-a6bc-11de-804d-1f5563b87607">TABELLA / La diffusione del virus in Europa</a> (sole 24 ore) <a href="http://ecdc.europa.eu/en/healthtopics/Documents/091030_Influenza_AH1N1_Situation_Report_0900hrs.pdf" target="_blank">(Tabella</a> COMMISSIONE EUROPEA)</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/influenza-A/sintomi/tabella-diffusione-virus-mondo.shtml?uuid=e5b2af8e-a6c5-11de-804d-1f5563b87607">TABELLA / La diffusione del virus nel resto del mondo</a></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.ilsole24ore.com/dossier/Italia/2009/influenza-A/">Dossier Nuova Influenza</a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div id="bodyArticle">
<p>L&#8217;influenza stagionale è 10 volte più aggressiva dell&#8217;influenza A. Lo scorso anno la normale influenza ha fatto registrare 8mila morti a fronte di 4 milioni di casi. A oggi, invece, il virus dell&#8217;influenza A ha causato 11 decessi su circa 400mila casi stimati. L&#8217;annuncio arriva, dal ministero della Salute, direttamente dal vice ministro Ferruccio Fazio, che ha tranquillizzato sull&#8217;incidenza di mortalità dell&#8217;influenza pandemica: «appena lo 0,02 per mille, contro lo 0,2 per mille di quella stagionale».</p>
<p>Fazio ha, poi, sottolineato come, d&#8217;accordo con i vertici del Coni, si sia deciso di vaccinare contro l&#8217;influenza A tutti i 350 atleti che parteciperanno alle prossime olimpiadi di Vancouver 2010. «Non vogliamo &#8211; ha spiegato il vice ministro &#8211; che la rappresentanza italiana, olimpica e paraolimpica, sia decimata».</p>
<p>Per quanto riguarda, invece, gli altri sport, compreso il calcio, si è deciso di aspettare.<br />
Intanto, ha spiegato Fazio, si darà vita a un comitato ristretto di cui faranno parte il ministero della Salute, il Coni e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo sport Rocco Crimi. Sarà compito del comitato «effettuare ulteriori approfondimenti e decidere sulle richieste in merito al vaccino dell&#8217;influenza A».</p>
<div>
<table width="100%">
<tbody>
<tr>
<td colspan="3"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table style="height:83px;" width="10">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td align="right"></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_29/virus-influenza-napoli_b45beb20-c467-11de-ae8c-00144f02aabc.shtml" target="_blank">www.corriere.it 29 ottobre 2009</a></p>
<h1>Influenza A, dodici vittime in Italia<br />
Quattro morti in due giorni a Napoli</h1>
<h2>Erano tutti ricoverati all&#8217;ospedale Cotugno. I medici: «Ma il virus H1N1 è solo una concausa»</h2>
<div>
<ul>
<li>
<h5>NOTIZIE CORRELATE</h5>
</li>
<li>
<h6><a href="http://www.corriere.it/salute/09_ottobre_29/influenza_a_64ba205c-c488-11de-ae8c-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">Influenza A, Fazio: «In Italia e Spagna il numero più alto di casi in Europa» (29 ottobre 2009)</a></h6>
</li>
<li>
<h6><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_28/influenza-ricoverato-palermo_2c783c08-c404-11de-a7c3-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">Influenza A, un caso grave a Palermo (28 ottobre 2009)</a></h6>
</li>
<li>
<h6><a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/09_ottobre_28/influenza-bambini-vaccino-vaccinazione-scuole-1601928458467.shtml?fr=correlati">Influenza A, scatta il piano: vaccinazioni subito per donne incinte e bambini (28 ottobre 2009)</a></h6>
</li>
</ul>
<div id="rectangle">
<p><!-- OAS AD '180x150' end --></p>
</div>
</div>
<table width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="L'influenza A fa paura: assalto alle farmacie per il test e i medicinali (Fotogramma)" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/10/29/INFL--180x140.JPG" border="0" alt="L'influenza A fa paura: assalto alle farmacie per il test e i medicinali (Fotogramma)" width="180" height="140" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td>L&#8217;influenza A fa paura: assalto alle farmacie per il test e i medicinali (Fotogramma)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><strong> </strong>NAPOLI</strong> &#8211; L&#8217;influenza A colpisce duramente: quattro persone sono morte a Napoli, tutte ricoverate all&#8217;ospedale Cotugno, due donne sono decedute a Milano e Rimini, un nigeriano a Ferrara. Il numero dei decessi in Italia sale a dodici.</p>
<p><strong>LE VITTIME</strong> &#8211; A Napoli, a distanza di due giorni dal medico Claudio Petrè, sono morti Francesco Esposito (64 anni), il cinquantenne Marcello Calì e un secondo medico, Eugenio Campanile di 73 anni. Erano tutti ricoverati all&#8217;ospedale Cotugno. A Roma è deceduta una donna di 74 anni, a Rimini una 43enne, a Ferrara un nigeriano di 26. Ma i medici insistono: il virus H1N1 è solo una concausa perché tutti i deceduti avevano un quadro clinico già compromesso. <a href="http://www.corriere.it/salute/09_ottobre_29/influenza_a_64ba205c-c488-11de-ae8c-00144f02aabc.shtml"><span style="text-decoration:underline;">Intanto il vice ministro alla Salute Fazio indica che l&#8217;Italia, con la Spagna, è il Paese più colpito dal virus in Europa</span></a>.</p>
<p><strong>AL COTUGNO</strong> &#8211; Quattro decessi in poche ore dopo <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_04/influenza_A_morto_paziente_napoli_f246ea98-9910-11de-b514-00144f02aabc.shtml"><span style="text-decoration:underline;">il primo, la notte tra 3 e 4 settembre</span></a>. Le condizioni di Esposito erano già gravissime al momento del ricovero e il decesso è avvenuto dopo un&#8217;ora. Aveva una polmonite diffusa e un referto di broncoaspirato per miceti. Nella notte la morte di Marcello Calì, siciliano, arrivato dal carcere di Poggioreale dove era detenuto dal &#8216;90 dopo la condanna per violenza sessuale su una bambina di 6 anni e omicidio. Era stato ricoverato al Cotugno martedì sera, lo stesso giorno del decesso di Petrè. Calì era gravemente obeso, diabetico e affetto da broncopneuomatia cronica ostruttiva e cardiopatia post ischemica. L&#8217;ultima vittima, Eugenio Campanile, era direttore sanitario di una casa di cura privata a Portici, Villa Bianchi. Specialista in patologia clinica, era stato in passato direttore dell&#8217;ospedale Loreto Mare prima di lasciare l&#8217;incarico per raggiunti limiti di età. Anche lui soffriva di broncopneumopatia cronica ostruttiva, una patologia molto pericolosa, soprattutto per le persone anziane. Prima di essere trasferito al Cotugno, era stato ricoverato per alcuni giorni a Cardarelli.</p>
<p><strong>ALTRI CASI</strong> &#8211; Al Cotugno altri tre ricoverati destano preoccupazione, ma il direttore generale Antonio Giordano ha detto che sono tutti sotto controllo. Tra loro anche la donna di 32 anni arrivata al centro per le malattie infettive dopo aver partorito. Nei corridoi del nosocomio il personale medico e infermieristico e le guardie giurate girano con le mascherine. «Qui è prassi &#8211; racconta una guardia giurata -, la preoccupazione di contrarre il virus c&#8217;è». In molti sono arrivati all&#8217;accettazione per sospetta influenza, ma tutti sono stati rimandati a casa perché &#8211; nonostante la diagnosi di influenza A &#8211; le loro condizioni sono state definite buone. «Mi hanno detto di tenere il ragazzo in isolamento per otto giorni &#8211; ha affermato Anna Claridi, del quartiere Soccavo di Napoli, zia di un diciassettenne che ha contratto la nuova influenza -. Lo rimandano a casa perché non è grave e per fortuna non ha altre patologie». Intanto gli esperti continuano a rassicurare: «La mortalità dell&#8217;influenza A per complicazioni è ancora inferiore a quella per complicazioni dell&#8217;influenza stagionale» dice Maria Triassi, componente del comitato pandemico della Regione Campania.</p>
<p><strong>MILANO E FERRARA</strong> &#8211; C&#8217;è anche la prima vittima in Lombardia: una donna di 74 anni, ospite a Cernusco sul Naviglio (Milano) in un centro per malattie psichiatriche dell&#8217;Ordine ospedaliero Fatebenefratelli. Come da prassi in tutti casi di positività al virus H1N1, anche su questa paziente la Regione Lombardia farà rapporto al ministero, ma dal Pirellone assicurano che la causa reale del decesso è stata la polmonite. Primo caso mortale di influenza A anche nel Riminese: mercoledì è deceduta per grave insufficienza respiratoria all&#8217;ospedale Infermi una paziente di 43 anni che presentava fattori di rischio preesistenti ed era ricoverata da alcuni giorni nel reparto di rianimazione. Infine a Ferrara è morto un ventiseienne nigeriano, era in Italia da tre anni in Italia e viveva in Veneto. Era in terapia intensiva nell&#8217;ospedale universitario: affetto da una forma grave di tubercolosi polmonare cavitaria, è risultato anche positivo al virus dell&#8217;influenza A.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giodabg.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giodabg.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giodabg.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giodabg.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giodabg.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giodabg.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giodabg.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giodabg.wordpress.com/159/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giodabg.wordpress.com/159/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giodabg.wordpress.com/159/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=159&subd=giodabg&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Da Arpanet al World Wide Web, la Grande Rete festeggia i suoi primi 40 anni</title>
		<link>http://giodabg.wordpress.com/2009/10/30/da-arpanet-al-world-wide-web-la-grande-rete-festeggia-i-suoi-primi-40-anni/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonte TISCALI


Il Web festeggia i suoi primi 40 anni di vita. Risale al 29 ottobre del 1969, infatti, l’invio del primo messaggio sulla rete Arpanet, l&#8217;antenata di quella che oggi tutti conosciamo come Internet. Ad inviare lo storico messaggio, da uno stanzino dell&#8217;Università della California di Los Angeles, fu il professor Leonard Kleinrock. Non una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=154&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Fonte <a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/09/10/29/da-arpanet-a-www-rete-festeggia-40anni-12345.html">TISCALI</a></p>
<p><!--END_ARTICLE_TITLE--></p>
<div id="testo_articolo">
<div id="pos1">Il Web festeggia i suoi primi 40 anni di vita. Risale al 29 ottobre del 1969, infatti, l’invio del primo messaggio sulla rete <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ARPANET" target="_blank"><strong>Arpanet</strong></a>, l&#8217;antenata di quella che oggi tutti conosciamo come Internet. Ad inviare lo storico messaggio, da uno stanzino dell&#8217;<a href="http://www.ucla.edu/" target="_blank"><strong>Università della California di Los Angeles</strong></a>, fu il professor <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leonard_Kleinrock" target="_blank"><strong>Leonard Kleinrock</strong></a>. Non una email complessa, sia chiaro, ma una singola parola: “<strong>login</strong>”. Il ricercatore, a dirla tutta, a causa di un blocco di sistema riuscì inizialmente a spedire soltanto le prime due lettere, che comunque giunsero a destinazione, nell&#8217;unico altro nodo della rete esistente, situato a circa 500 chilometri di distanza. Un’ora più tardi l’esperimento venne ripetuto e stavolta sul monitor del lontano laboratorio comparve la parola per intero. Fu questo il primo vagito di Internet, un evento che cambiò il mondo fino a contagiare tutti.<span id="more-154"></span></div>
<div id="pos2"><strong>Le origini di internet sono legate ad Arpanet</strong>, rete di computer costituita nel settembre 1969 dall’Arpa (Advanced Research Projects Agency), progetto del dipartimento alla Difesa Usa. Assunto il controllo di tutte le ricerche scientifiche in campo militare, l’Arpa sentì l’esigenza di far “parlare” tra loro i propri computer. Negli intenti americani, Arpanet doveva essere la risposta statunitense allo spettacolare lancio in orbita dello <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sputnik_1" target="_blank"><strong>Sputnik</strong></a> russo. In una nota del 25 aprile 1963, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Carl_Robnett_Licklider" target="_blank"><strong>Joseph C.R. Licklider</strong></a> aveva espresso l&#8217;intenzione di collegare tutti i computer e i sistemi di time-sharing in una rete continentale. Avendo lasciato l&#8217;Arpa per un posto all&#8217;IBM l&#8217;anno seguente, furono i suoi successori che si dedicarono al progetto Arpanet. Il contratto fu assegnato all&#8217;azienda da cui proveniva Licklider, la Bolt, Beranek and Newman (BBN) che utilizzò i minicomputer di Honeywell come supporto.</div>
<div id="pos3"><strong>La rete venne fisicamente costruita nel 1969</strong> collegando quattro nodi: l&#8217;<strong><a href="http://www.ucla.edu/" target="_blank"><strong>Università della California di Los Angeles</strong></a></strong>, l&#8217;<a href="http://www.sri.com/" target="_blank"><strong>SRI di Stanford</strong></a>, l&#8217;<a href="http://www.ucsb.edu/" target="_blank"><strong>Università della California di Santa Barbara</strong></a> e l&#8217;<a href="http://www.utah.edu/portal/site/uuhome/" target="_blank"><strong>Università dello Utah</strong></a>. L&#8217;ampiezza di banda era di 50 Kbps. Negli incontri per definire le caratteristiche della Rete, vennero introdotti i fondamentali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Request_for_comments" target="_blank"><em><strong>Request for Comments</strong></em></a>, tuttora i documenti fondamentali per tutto ciò che riguarda i protocolli informatici della rete.</div>
<div id="pos4"><strong>In pochi anni, Arpanet allargò i suoi nodi oltreoceano</strong>, contemporaneamente all&#8217;avvento del primo servizio di invio pacchetti a pagamento: Telenet della BBN. L&#8217;espansione proseguì sempre più rapidamente, tanto che il 26 marzo del 1976 la regina Elisabetta II d&#8217;Inghilterra spedì un&#8217;email alla sede del <a href="http://www.nationalarchives.gov.uk/catalogue/displaycataloguedetails.asp?CATID=120&amp;CATLN=2&amp;FullDetails=True&amp;j=1" target="_blank"><strong>Royal Signals e Radar Establishment.</strong></a> Gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emoticon" target="_blank"><strong>Emoticon</strong></a> vennero istituiti il 12 aprile 1979, quando Kevin MacKenzie suggerì di inserire un simbolo nelle mail per indicare gli stati d&#8217;animo.</div>
<div id="pos5"><strong>I pionieri della rete</strong> &#8211; Tra gli scienziati informatici che parteciparono al progetto Arpanet c&#8217;era anche l&#8217;americano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vinton_Cerf" target="_blank"><strong>Vinton Cerf</strong></a>. Anche lui destinato a entrare nella storia del web. Assunto nel 2005 da Google con la qualifica di “capo evangelista” e l&#8217;incarico di identificare nuove tecnologie in grado di sostenere lo sviluppo di prodotti e servizi avanzati, è diventato il volto pubblico del motore di ricerca più utilizzato del mondo. Oltre a Kleinrock e Cerf, tra i fondatori della rete Arpanet c&#8217;erano <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Crocker" target="_blank"><strong>Steve Crocker</strong></a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jon_Postel" target="_blank"><strong>Jon Postel</strong></a>, Mike Wingfield e Ben Barker.</div>
<div id="pos6"><strong>Una rivoluzione che cambiò il mondo </strong>- Pochi di loro immaginavano di aver in quel momento contribuito a dar vita alla più rivoluzionaria innovazione del secolo. Soltanto Leonard Kleinrock ammise di sapere cosa stesse realmente succedendo. “Il 3 luglio 1969 &#8211; racconta a chi gli chiede se aveva previsto tutto &#8211; l’università pubblicò un documento sul futuro di Internet descrivendola come una rete sempre funzionante, sempre disponibile, localizzata ovunque, cui chiunque avrebbe potuto avere accesso. In quel momento nessuno avrebbe mai potuto immaginare uno sviluppo così capillare, “che consentisse alle persone di comunicare e creare delle comunità con interessi in comune, eliminando ogni ostacolo di razza, religione e credo politico”.</div>
<div id="pos7"><strong>La nascita del World Wide Web</strong> &#8211; Nel 1991 presso il <a href="http://public.web.cern.ch/public/" target="_blank"><strong>CERN</strong></a> di Ginevra il ricercatore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tim_Berners-Lee" target="_blank"><strong>Tim Berners-Lee</strong></a> definì il protocollo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hypertext_Transfer_Protocol" target="_blank"><strong>HTTP</strong></a> (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, non-sequenziale dei documenti, saltando da un punto all&#8217;altro mediante l&#8217;utilizzo di rimandi (link o, più propriamente, hyperlink). Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il Mosaic, venne realizzato nel 1993. Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nel WWW le risorse disponibili sono organizzate secondo un sistema di librerie (o pagine) a cui si può accedere utilizzando appositi programmi detti browser con cui è possibile navigare visualizzando file, testi, ipertesti, suoni, immagini, animazioni, filmati. La facilità d&#8217;utilizzo connessa con l&#8217;HTTP e i browser, in coincidenza con una vasta diffusione di computer per uso anche personale, hanno aperto l&#8217;uso di Internet ad una massa di milioni di persone, anche al di fuori dell&#8217;ambito strettamente informatico, con una crescita in progressione esponenziale.</div>
<div id="pos8"><strong>Una nuova rivoluzione proprio per i 40 anni del Web</strong> &#8211; L’<a href="http://www.icann.org/" target="_blank"><strong>Icann</strong></a>, l’organo internazionale non-profit che ha il compito di regolare l’utilizzo della rete, ha proprio di recente annunciato che a partire dal 16 novembre si potranno richiedere i primi indirizzi internet scritti con alfabeti differenti da quello latino (internationalised domain names). I domini, in pratica, potranno usare caratteri cinesi o arabi. L&#8217;ente si esprimerà in proposito il 30 ottobre e nel caso in cui la votazione dovesse andare a buon fine, la Rete potrà godere di una vera e propria internazionalizzazione. Secondo Rod Beckstrom, Ceo Icann, il voto di fine ottobre è di fondamentale importanza per lo sviluppo di Internet. “Nel meeting che si terrà a Seoul faremo un ulteriore passo verso l&#8217;internazionalizzazione di Internet &#8211; rimarca Beckstrom -. Qualunque persona in ogni angolo del mondo potrà navigare sul mondo online usando il proprio linguaggio scritto nativo, implementando così l&#8217;inclusione nell&#8217;organizzazione di Paesi sempre più strategici quali Cina e Russia”. Se l&#8217;Icann dirà sì al documento, i primi domini “non latini” arriveranno già per la metà del 2010 dato che l&#8217;ente sta lavorando alla sperimentazione delle procedure da due anni. Sempre il 30 ottobre l&#8217;ente dovrà votare l&#8217;introduzione del dominio “.post&#8221; dedicato al comparto postale.</div>
<div>29 ottobre 2009</div>
</div>
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		<title>ACQUA: meglio gestione pubblica o privata?</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 10:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[La domanda è lecita visto che dal 2010 il nostro governo ha approvato una legge che obbliga i Comuni a mettere sul mercato le multiutility, società comunali che gestiscono tra l&#8217;altro anche la distribuzione dell&#8217;acqua che beviamo.
Non sono un fan di Grillo, ma questo servizio della trasmissione Exit su La7 mi sembra faccia capire che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=144&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La domanda è lecita visto che dal 2010 il nostro governo ha approvato una legge che obbliga i Comuni a mettere sul mercato le multiutility, società comunali che gestiscono tra l&#8217;altro anche la distribuzione dell&#8217;acqua che beviamo.</p>
<p>Non sono un fan di Grillo, ma questo servizio della trasmissione Exit su La7 mi sembra faccia capire che cosa potrebbe succedere nel caso più nefasto in cui i sindaci e le giunte facessero gli interessi dei privati e non dei cittadini che li hanno votati, con la giustificazione dei problemi di bilancio.</p>
<p>I sindaci dei Comuni dicono di avere sempre meno soldi per la gestione e per gli investimenti necessari alle multiutility, ma con una politica miope e ladresca, invece di ammetterlo pubblicamente e di aumentare le tasse per il periodo necessario al miglioramento del servizio, preferiscono far pagare ai cittadini le tasse in modo indiretto permettendo l&#8217;aumento delle tariffe.</p>
<p>Il risultato per il sindaco del Comune è positivo (non aumenta le tasse e/o i debiti), ma il risultato è negativo per i cittadini che invece di pagare solo le tasse necessarie a coprire i costi dei servizi e degli investimenti, si ritrovano a pagare oltre a ciò anche la parte di profitto delle società private.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://giodabg.wordpress.com/2009/08/18/acqua-meglio-gestione-pubblica-o-privata/"><img src="http://img.youtube.com/vi/dTAPV_ABTPU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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	</item>
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		<title>Sbarco sulla luna 1969</title>
		<link>http://giodabg.wordpress.com/2009/07/17/sbarco-sulla-luna-1969/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 06:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[indimenticabile]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Corriere della Sera e dal sito della Nasa
Apollo 11: quelle voci  dallo spazio 40 anni dopo

Sul sito della Nasa l&#8217;audio integrale dei dialoghi tra gli astronauti e il centro di controllo di Houston
Fino al 24 luglio 2009 è possibile riascoltare la registrazione delle comunicazioni radio della missione spaziale come se si fosse nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=135&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Dal Corriere della Sera e dal sito della Nasa</p>
<div id="attachment_136" class="wp-caption alignright" style="width: 487px"><img class="size-full wp-image-136" title="luna 1969-2009" src="http://giodabg.files.wordpress.com/2009/07/luna-1969-2009.png?w=477&#038;h=270" alt="Luna 1969-2009" width="477" height="270" /><p class="wp-caption-text">Luna 1969-2009</p></div>
<h1><a href="http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_radio/index.html" target="_blank">Apollo 11: quelle voci  dallo spazio 40 anni dopo</a></h1>
<p><a href="http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_radio/index.html" target="_blank"><img src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2009/07/16/apollo-control-centerA1.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<h3><a href="http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_radio/index.html" target="_blank">Sul sito della Nasa l&#8217;audio integrale dei dialoghi tra gli astronauti e il centro di controllo di Houston</a></h3>
<p><a href="http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_radio/index.html" target="_blank">Fino al 24 luglio 2009 è possibile riascoltare la registrazione delle comunicazioni radio della missione spaziale come se si fosse nella sala controllo di Huston alla stessa ora e nello stesso giorno del momento odierno, ma toli esattamente quarant&#8217;anni</a><img src="http://www.corriere.it/Media/Icone/home_link/ico_QuadratinoRosso.gif" alt="" /><a style="color:#cc2026;" href="http://www.nasa.gov/externalflash/apollo11_radio/index.html" target="_blank">Ascolta</a></p>
<div>
<h2><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2009/luna/notizie/sbarco_e_vittoria_89e32100-6fb3-11de-bf72-00144f02aabc.shtml"><img src="http://images.corriereobjects.it//Media/Foto/2009/07/16/impronta--190x130.jpg" border="0" alt="" /></a><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2009/luna/notizie/sbarco_e_vittoria_89e32100-6fb3-11de-bf72-00144f02aabc.shtml">La notte in cui camminammo sulla Luna</a></h2>
<p>«Un grande passo per l&#8217;umanità» ma anche l&#8217;affondo decisivo nella lotta per la supremazia nello spazio <em>di Giovanni Caprara</em></div>
<div>
<h2><a href="galleriaN(&quot;Scienze&quot;,&quot;2009/07_Luglio/luna_speciale/1&amp;1&quot;);"><span id="more-135"></span></a><a href="http://www.corriere.it/gallery/Scienze/vuoto.shtml?2009/07_Luglio/luna_speciale/1&amp;1">Le immagini dell&#8217;avventura</a></h2>
<p>La missione Apollo attraverso le fotografie più significative: dal conto alla rovescia alla quarantena degli astronauti</p></div>
<div>
<h2><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2009/luna/notizie/ipotesi_falsificazione_8b106d10-6fb0-11de-bf72-00144f02aabc.shtml">E se non ci fossimo mai stati? Chi crede al «complotto» e perché</a></h2>
<p>Gli argomenti di chi sostiene che si trattò solo di una colossale finzione organizzata per sancire il predominio tecnologica nei confronti dell&#8217;Unione Sovietica <em>di Paolo Virtuani</em></div>
<div>
<h2><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/speciali/2009/luna/notizie/che_fine_hanno_fatto_81922ce2-6fb5-11de-bf72-00144f02aabc.shtml">Ma che fine hanno fatto<br />
Armstrong, Aldrin e Collins?</a></h2>
<p>Quello che è successo ai tre astronauti dell&#8217;Apollo 11 dopo il ritorno sulla Terra. Il comandante della missione continua a rifiutare le interviste: «Non è stato merito mio» <em>di G.Caprara</em></div>
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	</item>
		<item>
		<title>Odio Gli Indifferenti</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 12:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è capitato di assistere ad uno spettatocol dell&#8217;Associazione Fanteatro, dove dei giovani d&#8217;oggi hanno riletto lettere di condannati a morte della &#8220;Resistenza&#8221; del 1945.
E&#8217; stata una grande e piacevole sorpresa. E&#8217; vero la Resistenza è ancora un argometo forte, che spesso divide, che scalda gli animi, ma molti non sannno nemmeno cosa è veramente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=122&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Mi è capitato di assistere ad uno spettatocol dell&#8217;Associazione Fanteatro, dove dei giovani d&#8217;oggi hanno riletto lettere di condannati a morte della &#8220;Resistenza&#8221; del 1945.</p>
<p>E&#8217; stata una grande e piacevole sorpresa. E&#8217; vero la Resistenza è ancora un argometo forte, che spesso divide, che scalda gli animi, ma molti non sannno nemmeno cosa è veramente successo e si acontentano degli stereotipi dell&#8217;una o dell&#8217;altra parte.</p>
<p>Durante lo spettacolo è stato citato Gramsci e il suo scritto/motto &#8220;Odio gli indifferenti&#8221;.</p>
<p>Ebbene se si ha il coraggio di leggerlo senza preconcetti, senza vedere rosso perchè Gramsci era un socialista, senza associare alla parola partigiano il significato che gli ha incollato la retorica della Resistenza, ma  lo si intende alla lettera, ossia uno che prende parte/si interessa a qualcosa (così come lo intendeva Gramsci nel febraio del 1917), ebbene se lo si legge così quanto dice nel 1917 è illuminante per toccaro con mano che la storia è una freccia che va dritta verso il futuiro, ma è più simile ad una ruota e che chi non la conosce corre il rischio di ripercorrerla.</p>
<p><strong>INDIFFERENTI</strong></p>
<p>Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che &#8220;vivere vuol dire essere partigiani&#8221; (1). Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.</p>
<p>L&#8217;indifferenza è il peso morto della storia. E&#8217; la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall&#8217;impresa eroica.<br />
L&#8217;indifferenza opera potentemente nella storia.</p>
<p>Opera passivamente, ma opera. E&#8217; la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all&#8217;intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all&#8217;iniziativa dei pochi che operano, quanto all&#8217;indifferenza, all&#8217;assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.</p>
<p>La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell&#8217;ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un&#8217;epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa.</p>
<p>Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell&#8217;ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un&#8217;eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch&#8217;io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?<br />
<span id="more-122"></span>Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.<br />
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.<br />
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l&#8217;attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c&#8217;èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l&#8217;attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.<br />
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.</p>
<p>&#8220;La Città futura&#8221;, pp. 1-1 Raccolto in SG, 78-80.</p>
<p>Nota<br />
(1)  Cfr. Friedrich Hebbel, Diario, trad. e introduzione di Scipio Slataper, Carabba, Lanciano 19I2 (&#8220;Cultura dell&#8217;anima&#8221;), p. 82: &#8220;Vivere significa esser partigiani&#8221; (riflessione n. 2127). Questo stesso pensiero di Hebbel era stato pubblicato nel numero del &#8220;Grido del Popolo&#8221; del 27 maggio 1916, insieme con le seguenti due &#8220;riflessioni&#8221; tratte dalla medesima opera: &#8221; 1. Un prigioniero è un predicatore della libertà. 2. Alla gioventù si rimprovera spesso di credere che il mondo cominci appena con essa. Ma la vecchiaia crede anche più spesso che il mondo cessi con lei. Cos&#8217;è peggio? &#8220;</p>
<p>Il testo è tratto da <a href="http://www.antoniogramsci.com/cittafutura.htm#indifferenti">QUI</a></p>
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	</item>
		<item>
		<title>Umberto Ambrosoli &#8211; Qualunque cosa succeda. Storia di un uomo libero</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 20:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>

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		<description><![CDATA[A cura di Giuseppe Iannozzi
Titolo: Qualunque cosa succeda. Storia di un uomo libero
Autore: Ambrosoli Umberto
Editore: Sironi
Prezzo: € 18.00
Data di Pubblicazione: 2009
Collana: Indicativo presente
ISBN: 8851801207
ISBN-13: 9788851801205
Pagine: 160
Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi
«A trent’anni dall’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima.
«Erano le 8.30 del 12 luglio. Il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=112&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
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<strong>Titolo: <a href="http://www.libreriauniversitaria.it/qualunque-cosa-succeda-storia-uomo/libro/9788851801205?a=361315" target="_blank">Qualunque cosa succeda. Storia di un uomo libero</a><br />
Autore: Ambrosoli Umberto<br />
Editore</strong>: Sironi<br />
<strong>Prezzo</strong>: € 18.00<br />
<strong>Data di Pubblicazione</strong>: 2009<br />
<strong>Collana</strong>: Indicativo presente<br />
<strong>ISBN</strong>: 8851801207<br />
<strong>ISBN</strong>-13: 9788851801205<br />
<strong>Pagine</strong>: 160<br />
<strong>Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi</strong><br />
<em>«A trent’anni dall’omicidio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima.<br />
«Erano le 8.30 del 12 luglio. Il consueto, familiare gesto di accendere la radio per ascoltare il notiziario trasformò di colpo quella che doveva essere una ordinaria giornata di lavoro in un tempo di straordinaria drammaticità: la sera precedente l’avvocato Giorgio Ambrosoli era stato assassinato mentre stava rientrando a casa.<br />
Quel colpo sparato ad Ambrosoli era destinato al cuore dello Stato, inscrivendosi l’episodio in un clima inquietante e torbido di intrecci tra malavita e forze eversive, che puntavano alle istituzioni con un disegno destabilizzante non dissimile, nei suoi esiti, da quello perseguito dal terrorismo, dalla lotta armata».</em><br />
<strong>Carlo Azeglio Ciampi </strong><br />
Questa è la storia di <strong>Giorgio Ambrosoli</strong>, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso a Milano da un killer la notte tra l’11 e il 12 luglio 1979.<br />
La racconta a trent’anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell’archivio RAI. Sullo sfondo, la storia d’Italia in quel drammatico periodo.<br />
Nell’indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Aveva scritto alla moglie: «Pagherò a caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il Paese [...] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo».<br />
Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di <strong>Giorgio Ambrosoli</strong>, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale.</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Decrescita: Intervista a Joan Martinez Alier economista ed ex presidente dell´Isee (International society for ecological economics)</title>
		<link>http://giodabg.wordpress.com/2009/06/03/decrescita-intervista-a-joan-martinez-alier-economista-ed-ex-presidente-dell%c2%b4isee-international-society-for-ecological-economics/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 20:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[decrescita]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto da   http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18431
di Diego Barsotti
LIVORNO. Lei sostiene che oggi “Il sistema finanziario deve avere regole diverse da quelle attuali. In Europa e negli USA quello che è nuovo non è dunque il keynesismo e nemmeno il Keynes verde. Il nuovo è rappresentato dal movimento sociale per la decrescita sostenibile”. Chi dovrebbe dettare le nuove [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=103&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Tratto da   <a href="http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18431">http://www.greenreport.it/contenuti/leggi.php?id_cont=18431</a></p>
<p>di Diego Barsotti</p>
<p>LIVORNO. <strong>Lei sostiene che oggi “Il sistema finanziario deve avere regole diverse da quelle attuali. In Europa e negli USA quello che è nuovo non è dunque il keynesismo e nemmeno il Keynes verde. Il nuovo è rappresentato dal movimento sociale per la decrescita sostenibile”. Chi dovrebbe dettare le nuove regole e chi controllarne il risp</strong><a href="http://www.greenreport.it/file/art/foto_18431.jpg" target="_blank"><img class="alignleft" src="http://www.greenreport.it/file/thumbs.php?filename=../file/art/foto_18431.jpg&amp;x=150&amp;y=150" alt="" width="121" height="150" /></a><strong>etto</strong><strong> (e se</strong><strong> del caso applicare sanzioni)?</strong><br />
«Il keynesismo verde è un’idea nuova. Keynes era a favore dell’aumento della spesa pubblica in caso di crisi a causa della mancanza di domanda . Lui diceva che quando l’investimento privato diminuisce per paura delle imprese di perdere capitale e quando al tempo stesso vi è una capacità produttiva inutilizzata e disoccupazione, lo Stato deve fare investimenti per uscire dalla crisi. Al contrario, la Destra diceva che il mercato risolve tutto, che si doveva aspettare che con la disoccupazione i salari diminuissero fino ad un punto di equilibrio che spingesse le imprese ad offrire più opportunità di lavoro. Per Keynes, la diminuzione dei salari rappresentava una disgrazia. Ma Keynes non parlò di come dovevano essere gli investimenti pubblici. Quindi, quando ora si parla di keynesismo verde, o di Green New Deal, cioè di un New Deal verde, si vuole dire che questi investimenti devono promuovere le energie rinnovabili, il sistema dei trasporti pubblici, il miglioramento delle abitazioni, l’agricoltura biologica. Non sappiamo se questo sarebbe piaciuto a Keynes ma pensiamo di sì. Il suo problema, tuttavia, non era l’ecologia né la scarsità di petrolio o il cambiamento climatico e neppure la crescita economica su larga scala. Il suo problema era la crisi del 1929.</p>
<p>Oggi la crisi è arrivata perché il petrolio e altri beni di consumo sono aumentati molto di prezzo fino a luglio 2008. Nella crisi del 1929 i beni di consumo diminuirono di prezzo già nel 1925, ora il prezzo delle azioni delle imprese e delle banche ha iniziato a scendere a gennaio 2008 ma il prezzo del petrolio, del ferro, dell’alluminio…e degli alimenti ha continuato ad aumentare fino a luglio 2008. Per questo motivo la Banca Europea ha mantenuto gli interessi alti fino ad ottobre 2008, per frenare l’inflazione, anche se così facendo ha aggravato la crisi.</p>
<p><span id="more-103"></span></p>
<p>La crisi è arrivata perché è diminuita la vendita di automobili in USA a causa del prezzo del petrolio. Ed anche perché si era creata una grande quantità di debiti finanziari impossibili da pagare. Le banche hanno all’attivo i debiti che le famiglie gravate da ipoteche ed altri debitori devono loro. Molti di questi debiti non saranno mai pagati, è meglio cancellarli. E neppure si potrà pagare tutto il debito pubblico che esiste.</p>
<p>Come diceva Frederick Soddy, l’economia ha tre livelli, tre livelli che devono essere in proporzione tra loro. Il livello della finanza rappresentato dalla “ricchezza virtuale”, sono debiti che crescono esponenzialmente, non è ricchezza reale. A livello inferiore c’è la ricchezza reale , l’economia produttiva che non può crescere tanto da coprire i debiti. Inoltre, alla base c’è un altro livello, lo scantinato o sala macchine, l’economia reale-reale , l’economia dell’energia e dei flussi di materia, che cresce appena o non cresce affatto. Al contrario, gli stocks di carbone e di petrolio diminuiscono. La capacità dell’atmosfera di assorbire diossido di carbonio non può aumentare. Non possiamo dimenticarci di questa economia reale-reale».</p>
<p><strong>Destra e sinistra, storicamente, si sono contraddistinte, l’una per perseguire una crescita economica con meno vincoli possibili per l’impresa e il mercato, l’altra per perseguire una crescita economica orientata secondo progetti e una più giusta redistribuzione della ricchezza. Sia per l’una che per l’altra, la crescita economica è stata un obiettivo indiscutibile e intoccabile: cosa pensa del fatto che da qualche tempo e su entrambi gli schieramenti, comincia a essere messo in discussione sia il concetto che la prassi della crescita?</strong><br />
«Dal punto di vista ecologico (dalla discussione di Otto Neurath contro Von Mises e Hayek a Vienna nel 1920) si è detto a ragione, come già scrisse K.W. Kapp nel 1950 (in “The Social Costs of Business Enterprise”), che il mercato non dà valore al futuro né ai danni che l’economia umana causa ad altre specie. Questo è certamente così. Con la crisi stiamo assistendo alla “seconda morte di Friedrich von Hayek” che era resuscitato negli anni di Ronald Regan e Margaret Thatcher.</p>
<p>Per quanto riguarda la Sinistra, è vero che è stata a favore della crescita economica indotta dallo Stato. Tuttavia, ricordiamoci che lo stesso Marx parlò di “metabolismo della società”, ovvero che l’economia dipende (come Liebig aveva spiegato per l’agricoltura) dall’entrata e dall’uscita di materia e anche dall’entrata di energia. Certamente l’energia non si può riciclare, si usa e si consuma. Questo è ciò che dice la legge dell’entropia. Su questo concetto Nicholas Georgescu-Roegen, già nel 1979, aveva pubblicato una selezione di testi in francese, tradotti da Jacques Grinevald, dal titolo “Demain la Decroissance”. La Sinistra marxista ebbe bisogno di molto tempo per accettare questo concetto anche se in Italia Giorgio Nebbia e Enzo Tiezzi, facevano parte di questa Sinistra e sono tra i primi economisti attenti all’ecologia in Europa. Dalla sua parte, la Sinistra social-democtratica europea si consolò per 20 anni con il Rapporto Brundtland del 1987, prodigo di argomentazioni come sviluppo sostenibile, eco-efficienza , modernizzazione ecologica».</p>
<p><strong>La decrescita allude a una riduzione complessiva dei flussi di materia e di energia, ma presuppone comunque l’aumento – e non certo una riduzione del benessere sociale. Non pensa che le attuali crisi globali (ambientale,economica, finanziaria) dimostrino quanto meno che può esistere una decrescita infelice?</strong><br />
«Mi sembra che l’attuale decrescita economica (del 2 o 3% in Europa nel 2009) offra una buona opportunità pratica. Mi sembra positivo che l’economia di India e Cina crescano. Ci sono tante persone molto povere nel mondo. La crescita all’inizio aggrava la povertà, tutti questi contadini e persone delle tribù indigene che in India perdono la loro terra a causa delle industrie e delle mine! Tuttavia, se la crescita continua, come in Italia e in Spagna dal 1950-1960 fino ad oggi, le persone vivono meglio. Però, per quale motivo voler superare i 25.000 euro di entrate all’anno per persona? Questa crescita implica, come Lei afferma, più materia, più energia, più rischi per l’ambiente e per la salute (come accade con l’energia nucleare). Quindi, quando ora ci accorgiamo (come in Spagna) che la decrescita porta ad una diminuzione importante delle e</p>
<p>missioni di diossido di carbonio, ad un freno alla distruzione delle coste e di altri paesaggi incantevoli, dobbiamo essere felici. Non mi sembra una decrescita infelice. E’ importante produrre meno diossido di carbonio. Nel 2009 le emissioni diminuiranno probabilmente dell’8% in Spagna, quando dal 1990 erano aumentate più del 50%</p>
<p>E’ però necessario un cambiamento nelle istituzioni sociali per poter vivere con la decrescita. E’ necessario che la decrescita sia socialmente sostenibile. Forse introducendo la rendita di base , forse ridistribuendo il lavoro impiegatizio (per esempio, offrendo anni sabbatici ai lavoratori delle imprese così come è possibile per i professori universitari) e dando più importanza sociale ed economica al lavoro domestico non remuner</p>
<p>ato, al lavoro volontario».</p>
<p><strong>Nel suo ultimo </strong></p>
<p><strong>libro “Il manuale della sostenibilità”, il direttore di Wwf Italia Gianfranco Bologna scrive: “Ritengo pericolose le proposte di sostituire il concetto di ‘sostenibilità dello sviluppo’ che ormai sebbene con diverse sfaccettature si è consolidato nel dibattito politico-internazionale, con quello di ‘decrescita’, mentre diventa sempre più importante un’opera di diffusione e informazione sul vero significato di sostenibilità”. E’ d’accordo?</strong><br />
«Sono amico di Gianfranco Bologna, rispetto il suo lavoro, ma non concordo. Credo che dobbiamo cercare l’alleanza tra i due movimenti. Nel nord del mondo, un movimento per la decrescita economica che sia socialmente sostenibile, come già disse Georgescu-Roegen, come oggi affermano Serge Latouche e altri autori. Nel sud del mondo l’economia deve crescere, però senza distruggere tante vite umane e tante risorse naturali. In Europa compriamo a basso costo materie prime come l’acciaio e l’alluminio e, intanto, i costi sociali e ambientali li soffrono in Nigeria</p>
<p>, in America Latina. Nel sud dobbiamo allearci con i movimenti della “giustizia ambientale”, con “l’ecologismo dei poveri” rappresentato da Ken Saro-Wiwa in Nigeria, da Chico Mendes in Brasile, da Medha Patkar in India».</p>
<p><em>Intervista in spagnolo tradotta da Eva Pratesi</em></p>
<div>
<table style="height:92px;" border="0" cellspacing="1" cellpadding="0" width="339">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
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</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<title>Hair 1968-1979: quanta acqua sotto i ponti</title>
		<link>http://giodabg.wordpress.com/2009/03/31/hair-1968-1979-quanta-acqua-sotto-i-ponti/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 19:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[ideali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://giodabg.wordpress.com/?p=94</guid>
		<description><![CDATA[Sono passati 41 anni da quando uscì il musical e 30 anni da quando vidi il film.
Ma guardando i giovani d&#8217;oggi (non ancora nati),  gli adulti di oggi (i giovani di allora). le guerre di oggi (così diverse da quelle di allora) sembrano passati secoli.

Ma quando rivedo questo film la nostalgia è forte.
E, nonostante tutto, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=94&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sono passati 41 anni da quando uscì il musical e 30 anni da quando vidi il film.</p>
<p>Ma guardando i giovani d&#8217;oggi (non ancora nati),  gli adulti di oggi (i giovani di allora). le guerre di oggi (così diverse da quelle di allora) sembrano passati secoli.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://giodabg.wordpress.com/2009/03/31/hair-1968-1979-quanta-acqua-sotto-i-ponti/"><img src="http://img.youtube.com/vi/N9oq_IskRIg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Ma quando rivedo questo film la nostalgia è forte.</p>
<p>E, nonostante tutto, lo spirito non dispera e attende ancora l&#8217;era dell&#8217;acquario.</p>
<h1>Hair &#8211; Aquarius</h1>
<p>When the moon is in the seventh house<br />
and jupiter aligns with mars<br />
The peace will guide the planets and love will steer the stars</p>
<p>this is the dawning of the age of aquarius<br />
the age of aquarius<br />
<span id="more-94"></span><br />
aquarius<br />
aquarius</p>
<p>harmony and understanding<br />
sympathy and trust abounding<br />
no more falsehoods or derisions<br />
golden living dreams of visions<br />
mystic crystals revelations<br />
and the minds true liberation</p>
<p>aquarius<br />
aquarius</p>
<p>when the moon is in the seventh house<br />
and jupiter aligns with mars<br />
then peace will guide the planets<br />
and love will steer the stars</p>
<p>this is the dawning of the age of aquarius<br />
the age of aquarius</p>
<p>aquarius<br />
aquarius</p>
<h1>Hair &#8211; I Got Life</h1>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://giodabg.wordpress.com/2009/03/31/hair-1968-1979-quanta-acqua-sotto-i-ponti/"><img src="http://img.youtube.com/vi/-1LRD3DtFAo/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<h1>Hair &#8211; Song Hair</h1>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://giodabg.wordpress.com/2009/03/31/hair-1968-1979-quanta-acqua-sotto-i-ponti/"><img src="http://img.youtube.com/vi/7dyl0j3WU6Y/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<h1>Hair &#8211; Let the Sunshine In</h1>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://giodabg.wordpress.com/2009/03/31/hair-1968-1979-quanta-acqua-sotto-i-ponti/"><img src="http://img.youtube.com/vi/fhNrqc6yvTU/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Ecco alcuni link su questo bellissimo film:</p>
<p><a class="ext" href="http://85.17.168.129/%7Enixin/public/Hair/" target="_blank">http://85.17.168.129/~nixin/public/Hair/</a><br />
<a class="ext" href="http://85.17.168.129/%7Enixin/public/Hair/american/Aquarius%20%28director%27s%20cut%29.MP3" target="_blank">Aquarius (director&#8217;s cut &#8211; 1967)</a><br />
<a class="ext" href="http://85.17.168.129/%7Enixin/public/Hair/broadway/01-Introduction_%20Aquarius.mp3" target="_blank">Aquarius (Broadway)</a><br />
<a class="ext" href="http://85.17.168.129/%7Enixin/public/Hair/original/01%20Aquarius.mp3" target="_blank">Aquarius (Original Soundtrack recording)</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giodabg.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giodabg.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giodabg.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giodabg.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giodabg.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giodabg.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giodabg.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giodabg.wordpress.com/94/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giodabg.wordpress.com/94/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giodabg.wordpress.com/94/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=94&subd=giodabg&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/f9ec33416663f3fdd1e8fe86843c8524?s=96&#38;d=identicon&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">giodabg</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/N9oq_IskRIg/2.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/-1LRD3DtFAo/2.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/7dyl0j3WU6Y/2.jpg" medium="image" />

		<media:content url="http://img.youtube.com/vi/fhNrqc6yvTU/2.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>I Social Network</title>
		<link>http://giodabg.wordpress.com/2009/03/23/i-social-network/</link>
		<comments>http://giodabg.wordpress.com/2009/03/23/i-social-network/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 16:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Meglio il mondo virtuale o quello reale?
http://www.youtube.com/watch?v=j7z3VQ5JL2E
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=88&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Meglio il mondo virtuale o quello reale?</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=j7z3VQ5JL2E" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=j7z3VQ5JL2E</a></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giodabg.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giodabg.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giodabg.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giodabg.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giodabg.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giodabg.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giodabg.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giodabg.wordpress.com/88/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giodabg.wordpress.com/88/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giodabg.wordpress.com/88/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=88&subd=giodabg&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">giodabg</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Solitudine. Un lusso antico abolito dall´hi-tech (di Riccardo Stagliano)</title>
		<link>http://giodabg.wordpress.com/2009/02/24/solitudine-un-lusso-antico-abolito-dall%c2%b4hi-tech-di-riccardo-stagliano/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 21:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giodabg</dc:creator>
				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Repubblica, 23/02/2009
L´abolizione della solitudine è stata decretata d´urgenza via sms. Pubblicata sulla gazzetta ufficiosa di Facebook. E si può ascoltare anche sull´iPod. Recita: «È da considerarsi patologica la condizione di chi sta per conto proprio, nell´esclusiva compagnia dei suoi pensieri, per più di 15 minuti consecutivi, senza contatti elettronici con altre persone o analoga [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=84&subd=giodabg&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La Repubblica, 23/02/2009</p>
<p>L´abolizione della solitudine è stata decretata d´urgenza via sms. Pubblicata sulla gazzetta ufficiosa di Facebook. E si può ascoltare anche sull´iPod. Recita: «È da considerarsi patologica la condizione di chi sta per conto proprio, nell´esclusiva compagnia dei suoi pensieri, per più di 15 minuti consecutivi, senza contatti elettronici con altre persone o analoga interazione con apparecchi digitali». Per ora è solo uno scenario distopico, alla Philip K. Dick, ma potremmo arrivarci. <span id="more-84"></span>È di questi giorni l´allarme dello psicologo Aric Sigman: negli ultimi vent´anni in Gran Bretagna la quantità di tempo speso nei rapporti faccia-a-faccia è crollata da 6 a 2 ore al giorno, a tutto vantaggio di qualche succedaneo virtuale. Qualche settimana fa, in occasione del folle record della tredicenne californiana Reina Hardesty che ha inviato 14.528 messaggini in un mese, si è scoperto che tra gli adolescenti di quello stato la media è di 1.742. E anche da noi il numero di chi compra abbonamenti forfettari per 1000 sms, tipo Infinity Messaggi di Vodafone, si è impennato del 50 per cento in un anno. Significa che alcuni milioni di persone per 32 volte al giorno interromperanno ciò che stanno facendo per far sapere a qualcun altro che ci sono. Aggiungete le email, le chat, le telefonate. Siamo sempre meno in reale compagnia ma è quasi impossibile restare davvero da soli. Con conseguenze sulla nostra psiche che solo adesso si cominciano a indagare.  Negli Stati Uniti il tema è stato affrontato di recente in due lunghi articoli che rimandano ad altrettanti libri. Uno è “Elsewhere, U.s.a.” di Dalton Conley, che racconta il deperimento della socialità che trova nelle blackberry moms una nuova icona. «Siamo passati dall´etica dell´uomo solo a cavallo nella prateria a quella di persone sopraffatte dalla gestione di flussi multipli di dati», si legge, e «l´ansia di essere soli spinge a rispondere costantemente a sms e twitter (un sistema per essere brevemente informati delle attività altrui, ndr) ma quello stesso atto crea l´ansia». È un circolo vizioso. In “Loneliness” invece lo psicologo dell´università di Chicago John Cacioppo costruisce un poderoso argomento contro la solitudine assoluta (che fa ingrassare, deprimere, ammalare) ma mette in guardia dai suoi apparenti sostituti elettronici. «Social snacking», li chiama. Un messaggino è uno spuntino, una chiacchiera dal vivo un pasto. «Stare soli in uno spazio pubblico» dice al Boston Globe Leysia Palen, docente di informatica all´università del Colorado «è un´abilità che sta scomparendo». Vedere una persona seduta con le mani in mano, assorta, è il corrispettivo della madeleine di Proust e rimanda a un tempo irrimediabilmente perduto. Se hai 1 minuto libero mandi un sms, 5 e ascolti una canzone, 10 e guardi un video sul palmare. Il palinsesto delle nostre giornate non prevede buchi. Scrive William Deresiewicz sull´accademico Chronicle of Higher Education: «Se la noia era il grande sentimento della generazione televisiva, la solitudine è quello della web generation». Bisogna neutralizzarla a tutti i costi. Ieri col telecomando, oggi col telefonino. Per questa uccisione però si paga un prezzo, individuale e collettivo. Cartesio, Newton, Locke, Spinoza, Kant, Nietzsche, per citarne alcuni, vissero la maggior parte delle loro vite da soli. Per sviluppare un pensiero originale servono tempi lunghi. Silenzio. Concentrazione. Niente bip che spezzino di continuo il filo del ragionamento. «La creatività? Il bimbo la sviluppa nell´assenza della madre, creando simboli che la rimpiazzino» conferma lo psicologo Luciano Di Gregorio, autore di “Psicopatologia del telefonino”, «e anche gli adulti sopperiscono alla mancanza degli altri attraverso la mente, producendo pensiero. Se invece ingannano l´assenza con una presenza fittizia via sms, perdono un´occasione di astrazione, di inventare qualcosa». Dopo il pensiero debole postmoderno siamo entrati in quello corto, internettiano e cellularistico. In cui «contatti sempre più frequenti ma limitati» &#8211; ancora Di Gregorio &#8211; rendono le persone incapaci di tollerare un´ansia da separazione che assume subito sembianze minacciose: «Perché non risponde?». Siamo già oltre la dipendenza da sms, mail o chat. «È una trasformazione cognitiva, concepiamo la realtà in modo differente per un´interazione elettronica continua con l´altro». Sparisce lo spazio mentale libero per sé, ne resta solo uno socializzato. Una transizione che può modificare gli esseri umani. «Manca sempre più un buon ritiro mentale, dove pensare ai propri progetti e fare l´inventario di se stessi e delle proprie qualità», avverte Fausto Manara, psichiatra e autore di “Un angolo tutto per me”, sottotitolo “Le belle sorprese della solitudine”. Non propone l´isolamento, niente 41bis dell´anima, ma di rivalutare Donald Winnicott, tra i padri della psicoterapia, che nel ï¿½50 definì «la capacità di essere soli come tappa necessaria per sviluppo emotivo». Dice: «I contatti virtuali sono poco utili alla costruzione del sé. Chi non ci mette la faccia, metaforicamente e praticamente, preferendo la scorciatoia di sms e mail, non si mette davvero in gioco». Non sta sul serio né con sé, né con gli altri. Assicura il talmud che un po´ di dolore può essere una benedizione. La solitudine non è sempre piacevole ma ci costringeva, in mancanza di altre distrazioni, a guardarci allo specchio. Quello stesso che stiamo incrinando, 160 caratteri alla volta.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giodabg.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giodabg.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giodabg.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giodabg.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giodabg.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giodabg.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giodabg.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giodabg.wordpress.com/84/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giodabg.wordpress.com/84/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giodabg.wordpress.com/84/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giodabg.wordpress.com&blog=664713&post=84&subd=giodabg&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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